Massa Lombarda (Ra). Si tratta di una decisione gravissima, inaccettabile, da respingere in modo categorico e, pur nel rispetto dell’autonomo confronto fra le parti, occorre attivare immediatamente a livello politico-istituzionale ogni forma di pressione affinchè tale ipotesi non si concretizzi. Sarebbe un colpo micidiale agli equilibri sociale ed economici non solo di Massa Lombarda ma dell’intera Bassa Romagna e questa evenienza, anche ala luce della perdurante crisi economica (che rende faticosa la vita di troppe persone) è insopportabile.

Tutto questo va detto con forza subito in ogni sede, consapevoli che queste sono le questioni vere, che fanno la differenza, che possono condizionare ulteriormente le nostre vite e rispetto alle quali si qualifica il livello di civiltà e coesione delle comunità. Sono troppe le aziende che, all’improvviso e con le motivazioni più disparate scelgono di disimpegnarsi da territori che hanno accompagnato con serietà e senso di responsabilità istituzionale il loro sviluppo e il radicamento sul territorio. Non si può accettare che oltre 120 dipendenti, i lavoratori e le lavoratrici stagionali che esprimono professionalità e attaccamento al loro posto di lavoro diventino numeri da cancellare, mettendo in ginocchio intere famiglie. Inoltre bisogna considerare l’indotto, a partire dalla movimentazione, ritiro, preparazione e gestione delle materie prime, il carico e scarico delle stesse che impegnano una ventina di lavoratori della nostra Cooperativa Facchini (una delle realtà più belle in questo settore della nostra provincia).

In pratica il loro impegno all’interno di conserve Italia a Massa Lombarda rappresenta circa il 40% della loro attività e rischierebbe di pregiudicare il futuro di questa cooperativa. Non bisogna neppure dimenticare le aziende esterne che, nello stabilimento, si occupano di carpenteria, impianti elettrici, termoidraulici etc. Per quanto mi riguarda, intendo esercitare nel modo più determinato possibile il mio ruolo di consigliere provinciale e presidente della commissione attività produttive della Provincia, presentando un’interpellanza perché ci si attivi celermente e in modo assolutamente rigoroso per evitare la chiusura dello stabilimento o una riduzione dei livelli occupazionali e convocherò una riunione della commissione suddetta per chiedere a tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, di farsi carico della situazione in tutte le sedi opportune.

Auspico che nel frattempo ci sia un’efficace ed adeguata mobilitazione anche da parte delle forze politiche e solleciterò il mio partito, il Pd, ad assumere da subito e non solo a Massa Lombarda ogni azione utile a manifestare concreta vicinanza a chi rischia il posto di lavoro. E’ indispensabile far capire ai vertici di Conserve Italia che questo territorio non è l’anello debole di nessuna catena e che non accetterà di essere privato di una parte della sua storia economico-produttiva e di un attuale punto di riferimento occupazionale di assoluto rilievo.

(Daniele Bassi)