Imola. Pessime e, soprattutto inattese novità per i lavoratori della Tazzari. L'azienda, secondo la Fiom-Cgil, si è rimangiata un accordo ragginto solamente poco più di un mese fa. “Il 2 dicembre, le organizzazioni sindacali si sono viste recapitare via fax dalla Tazzari GL una comunicazione nella quale si annuncia che dalla mensilità di novembre, quindi quella che sarà versata a dicembre, l'azienda non anticiperà più ai lavoratori in cassa integrazione ordinaria il trattamento di Cigo di competenza Inps. Questa decisione unilaterale sarebbe motivata dall'attuale condizione economica dell'azienda che produrrebbe, a detta della Tazzari GL, l'impossibilità oggettiva di rispettare l'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 9 ottobre, per un periodo di cigo dal 14 ottobre 2013 al 25 gennaio 2014, nel quale è sancito l'anticipo da parte dell'azienda”.

“A ottobre abbiamo incontrato l'azienda e i lavoratori in assemblea per l'apertura della cassa integrazione, ma nessuno riteneva ci fosse una situazione così pesante da giustificare il mancato anticipo dell'ammortizzatore – commenta Stafano Pedini, segretario generale della Fiom-Cgil di Imola -. Per questo motivo la comunicazione dell'azienda ci lascia sconcertati e preoccupati, a partire dalla modalità scelta, soprattutto perché i lavoratori non sono stati informati e rischiano di ricevere la busta paga di dicembre decurtata. Come Fiom abbiamo diffidato l'azienda dal procedere con la revoca dell'accordo sottoscritto un mese fa. Ora organizzeremo un'assemblea urgente con i dipendenti, per informarli delle intenzioni dell'azienda e valutare insieme le opportune iniziative da intraprendere per riaffermare il diritto al pagamento, come sancito dagli accordi. Non capiamo, tra l'altro, per quale motivo alla Fomet, anch'essa del gruppo Tazzari, non sia stato preso un analogo provvedimento, dal momento che anche in questa azienda si fa ricorso alla cassa integrazione e contemporaneamente, invece, alla Tecno-Lam, sempre del gruppo Tazzari, non vengono concesse le ferie per far fronte ai carichi di lavoro”.