Imola. Sono arrivate a stretto giro di posta le repliche delle forze politiche di opposizione dopo lo spot di Hera sul teleriscaldamento del 2 dicembre. “Il sindaco di Imola Daniele Manca assieme ad Hera e Con.Ami – scrivono gli attivi del Movimento 5 stelle – hanno magnificato le nuove offerte messe a punto sul teleriscaldamento per invogliare gli imolesi ad allacciarsi ad un servizio che i medesimi ritengono ancora troppo costoso rispetto alla tradizionale alternativa delle caldaie a metano, specialmente se si tratta di quelle nuove ad alta efficienza energetica. Il problema per Hera è che il 20% delle utenze imolesi sono poche e convincere il restante 80% ad allacciarsi è dura”.

“La realtà è che i vari sconti di cui si parla non sono dovuti all’efficienza energetica del sistema, ma dalle numerose agevolazioni fiscali e dal regime di monopolio nel quale il nostro gestore opera – sottolineano i pentastellati -. Cosa succederà alle tariffe quando scadranno i certificati verdi o venissero a mancare le agevolazioni fiscali di cui il teleriscaldamento usufruisce? Cosa faranno gli utenti che un giorno vedranno declassare i propri edifici perché allacciati ad un sistema che non potrà beneficiare dello sviluppo tecnologico? Perché il nostro sindaco non ci dice quanto gas consuma Hera per tenere a regime 130 km di tubazioni che sicuramente non funzionano in cogenerazione tutto l’anno? Chi pagherà quando le tubazioni cominceranno a rompersi? E i relativi disagi alla mobilità? In altri paesi parti sociali, governo, produttori e cittadini si siedono attorno ad un tavolo per discutere piani energetici ventennali e per concertare le tariffe, qui invece abbiamo un unico direttore d’orchestra che liberamente decide per tutti con un orizzonte temporale al massimo lungo una legislatura”.

Anche il capogruppo di Insieme si vince Andrea Zucchini va giù duro sulla questione riscaldamento: “Come si può facilmente notare dal sito di Hera le tariffe relative al tanto pubblicizzato teleriscaldamento costano in media ai cittadini imolesi dal 40 al 50% in più rispetto al metano. La prima domanda che mi sorge spontanea è: perchè improvvisamente Hera decide di applicare sconti sul teleriscaldamento? Forse perché, e nessuno l'ha ancora detto, proprio in questi giorni è avvenuto il primo distacco ufficiale dalla rete del teleriscaldamento (nello specifico di un condominio di via San Francesco) e Hera è dovuta correre ai ripari? O le tariffe scendono del 30% o, poco alla volta, si staccheranno tutti dall'esoso servizio del teleriscaldamento”.

Ma lo scatenato Zucchini ci vede anche un conflitto di interessi: “Una trovata interessante di Hera insieme al Con.Ami è quella di coinvolgere Bryo (Con.Ami 25%, Sacmi 25%, Cti 25%, Cefla 25%) nel business del teleriscaldamento. Bryo infatti è la vera destinataria dei benefici economici decisi da Hera e spacciati come sconti per i cittadini. L'intermediario Bryo trasformerà infatti il contratto da centralizzato condominiale a singola unità abitativa attraverso l'installazione di un contabilizzatore per ogni singola utenza. Peccato che la contabilizzazione (oggi utilizzata per fare entrare Bryo nel business) fosse già prevista dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n.192 (attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia) e resa obbligatoria (legge della Regione Emilia-Romagna 156 del 2008). Per quale motivo fino ad oggi, nonostante la contabilizzazione fosse obbligatoria per tutti gli allacciamenti, nessuno ha mosso un dito? Forse perchè si è utilizzata questa leva (risparmio sulle installazioni di contabilizzatori) come leva commerciale per fare una concorrenza sleale? Quando infatti viene cambiato il generatore di calore (ad esempio dalla caldaia alla pompa di calore o al teleriscaldamento) è necessario applicare uno strumento (contabilizzatore) per potere regolare il calore. Ultima questione, ma non per importanza, l'ambito e il margine di manovra di queste società partecipate con capitale pubblico. Le norme sulle partecipate sono ben chiare ed impongono l'utilizzo di bandi pubblici. Non si capisce bene per quale motivo, senza gara d'appalto, Bryo sarà la società usata a propria discrezione senza alcuna gara d'appalto o procedura pubblica. In ogni caso invierò tutto il materiale alla Procura della Repubblica”.

Per il Pdl, infine, “Si è chiesto a Hera, per esempio, perché a oggi nessuna industria ha ancora chiesto di allacciarsi al teleriscaldamento? Ferraresi sostiene che “il Tlr è nato per le utenze domestiche”. Bene, diciamo noi. Ma non doveva, il Tlr, essere molto più economico del metano? A oggi i dati a nostra disposizione, ricavabili da un semplice raffronto tra i costi unitari del metano e quelli del Teleriscaldamento, dimostrano che quest'ultimo può arrivare a costare anche il 70-80% in più del metano anche ovviamente mettendo nel conto il costo e la manutenzione annuale delle caldaie tradizionali. Nel campo del Tlr Hera opera in regime di monopolio e sostanzialmente può deciderne il prezzo. Il Tlr è diventato un vero e proprio incubo per le famiglie e basterebbe una semplice indagine (che Hera potrebbe attivare con facilità) per sapere quante famiglie negli ultimi 2-3 anni hanno scelto di spegnere il teleriscaldamento e dotarsi di una stufa a pallet (soprattutto nel quartiere Pedagna). Notizia girata nelle scorse settimane, poi, riguarda un condominio che, già allacciato al Tlr, ha scelto liberamente di recedere dal contratto e di installare una caldaia di ultima generazione. I residenti hanno infatti valutato che il costo della caldaia si sarebbe ammortizzato in 4-5 anni mentre il risparmio in bolletta dell’ordine del 30 e anche 40% si sarebbe visto subito. Precedente importante e che fa riflettere”.