Imola. Lo sciopero del 6 dicembre alla Coop Ceramica non è riuscito come speravano i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Poche le persone che si sono radunate davanti allo stabilimento in via Correcchio a fronte di una situazione di crisi pesante che prevede ancora 350 esuberi a fronte di circa 1700 dipendenti. “Penso che ci sia stato un misto di tanta rabbia e paura nei lavoratori – ragiona Rossana Carra della Femca-Cisl -. Perfino da essere spaventati a fare uno sciopero giusto anche perché l'azienda tende a non toccare i soci, mentre bastona gli altri dando solamente 25mila euro di buonuscita a chi sceglie di andarsene spontaneamente. Certo, ci è stato presentato un piano industriale che prevede un investimento importante a Borgo Tossignano per la lavorazione di grandi formati, ma intanto gli stabilimenti rimarranno chiusi fino a febbraio a parte Casalfiumanese che riaprirà il 7 gennaio per chiudere del tutto probabilmente ad aprile. Non è certamente un bel segnale”.

(m.m.)