Spett. redazione,
ho letto che due bar storici del centro hanno chiuso. Tonelli dell’Ascom, commentando l’accaduto, colpevolizza in pratica gli imprenditori, dicendo che devono diversificarsi. Signor Tonelli scusi ma lei vive nel mondo delle meraviglie o nel mondo in cui vivono gli imprenditori strozzati da tasse, tares e non ultimi gli affittuari? Hanno chiusto due bar in che cosa si dovevano diversificare? Servendo il caffè camminando su una fune attaccata al soffito? La verità è che la crisi non fa rumore, è come un germe sotteraneo che ogni giorno miete vittime, la disperazione della gente è argomento di conversazione come lo possono essere il tempo o le mezze stagioni.
Basta fare un giro per il centro, parlare con i commercianti per capire l’aria che tira e vedere come nonostante la situazione drammatica non mollino e lo dimostra la scelta anche quest’anno di promuovere le attività natalizie. Ma per quanto le attività potranno andare avanti in questo modo? Il problema non è la scarsa capacità di acquisto dei cittadini, ma più che altro la scarsa capacità di attuare delle azioni per cui gli imprenditori possano lavorare senza sentirsi delle spugne da spremere, senza l’angoscia di quelle che sono richieste assurde da parte di Stato, Regione, Comune, Hera e non ultimi gli affittuari imolesi che dovrebbero fare un esame di coscienza: qualcuno dovrebbe raccontare anche a loro che c’è la crisi e spingerli a “diversificare” gli affitti.

(Annalisa Gagliano – Imprenditrice)