Lugo (Ra). A lanciare l’allarme sono i Verdi/Ecologisti civici della Bassa Romagna, che in una assemblea pubblica con la consigliera regionale Gabriella Meo, organizzata in collaborazione col gruppo “Prove di dialogo a sinistra” di Massa Lombarda, denunciano il rischio impoverimento della struttura ospedaliera. Per farlo portano un fatti di cui si discute in questi giorni. “Oggi si assicura che la Senologia, specialità per la quale a Lugo accorrono anche moltissime persone da lontano, sarà una eccellenza. Intanto però si apprende che il professionista che ha dato lustro e richiamo a questa eccellenza sarebbe in partenza per altri lidi. Bel modo di garantire una eccellenza!”. E lanciano una petizione per trattenere a Lugo il medico.

Ma nel corso dell’assemblea sono anche state lanciate delle proposte, a cominciare “dall’impegno, oggi assente, per la prevenzione primaria delle malattie dovute all'inquinamento e agli stili di vita. Prediamo il caso amianto. La produzione e la lavorazione dell'amianto furono messe fuorilegge nel 1992 con una legge proposta dai Verdi (on. Ceruti). Oggi sono attesi ogni anno, dal 2010 al 2020 almeno mille nuovi casi maschili di mesotelioma, mentre per quelli femminili con esposizione indiretta evidentemente non ci sono dati. E a suo tempo per mettere fuorilegge l'amianto ci furono battaglie durissime contro ‘scienziati’ che assicuravano la sua innocuità. Oggi il benzene, accertato cancerogeno, e le polveri sottili, creano e creeranno sempre più malati me costi sanitari crescenti. Insieme con la prevenzione primaria servono cure adeguate e, per quelle di base, presidi sul territorio. Per questo difendiamo quello che resta dell'ospedale di Lugo”.

I Verdi/Ecologisti civici non si fidano delle “tante assicurazioni ufficiali, visto lo svuotamento progressivo negli anni di questo ospedale, creato accorpando diversi piccoli ospedali del territorio. Qualcuno ha parlato con lingua biforcuta.
Dal primo gennaio la gabbia della grande Ausl Romagna entra in vigore. Ma noi non ci faremo rinchiudere dentro queste logiche pseudomanageriali. Continuiamo la battaglia per una sanità pubblica e vicina ai cittadini. E per una vera prevenzione primaria delle malattie”.