Imola. M5s, Pdl e “Insieme si vince” hanno lanciato il sasso nello stagno del teleriscaldamento, con una serie di accuse che non potevano passare sotto silenzio. Ecco quindi a stretto giro di mail la risposta di Con.Ami e Hera, a partire dal tema dei costi eccessivi: “Il teleriscaldamento è un servizio completo, che fornisce direttamente calore all’immobile, mentre col gas metano viene venduta una materia prima, che poi il cliente deve trasformare in energia termica (ad esempio attraverso la caldaia) a sua cura e con ulteriori spese – dicono Hera e Con.Ami – . In un confronto corretto vanno, quindi, considerati non solo i costi diretti (acquisto del gas), ma anche i costi evitati dall’utente che fruisce del teleriscaldamento (oneri per sostituzione periodica della caldaia, manutenzione e conduzione, controlli obbligatori, etc.). A parità di consumi, i confronti fatti consentono ad Hera di garantire comunque con il teleriscaldamento un risparmio”.

E’ chiaro che i costi sono quelli della multiutility, forse però non coincidono con quelli dei cittadini che oggi utilizzano il teleriscaldamento e che ad ogni arrivo di bolletta sono preoccupati e si lamentano.

Sarà un caso che  da qualche tempo è in rampa di lancio una promozione del servizio anche se si afferma che “le nuove offerte commerciali proposte da Hera nulla hanno a che fare le agevolazioni fiscali a cui fa riferimento qualche osservazione, agevolazioni che, peraltro, se ci sono, vanno a favore del cliente finale. Le nuove proposte sono indirizzate, invece, a garantire innanzitutto un sempre maggiore grado di soddisfazione del cliente, attraverso una assistenza ‘post vendita’ che lo segua per indirizzarlo all’utilizzo più efficiente possibile del teleriscaldamento.
Per quanto riguarda il prezzo del servizio, le nuove proposte tendono a incentivare utilizzi più efficienti del vettore energetico, in linea con i più recenti indirizzi tecnologici e costruttivi che coniugano comfort ed efficienza, come gli impianti a bassa temperatura”.

Altro tema caldo è quello se o meno il teleriscaldamento abbia avuto successo: “Sul presunto insuccesso del teleriscaldamento, si ricorda che in 5 anni, da quando è entrata in funzione la nuova Centrale, a Imola la potenza installata è aumentata del 43%, la volumetria servita del 36% e il numero di clienti è passato da 4.312 a 5.602. La soddisfazione per la qualità del servizio di teleriscaldamento, sulla base delle analisi che periodicamente Hera effettua intervistando la base clienti, è costantemente positiva. Si è avuto, quindi, uno sviluppo importante, dovuto in larga misura a riconversioni, mentre è venuta a mancare l’espansione nelle nuove aree la cui costruzione non è mai iniziata a causa della crisi economica che ha investito il settore edilizio”. Forse però occorrerebbe ricordare che per molti che acquistano abitazioni in condominio dalle varie aziende edili non viene mai presentata un’alternativa al teleriscaldamento. O uno fa da sé e si rivolge ad un termotecnico con tutti i problemi che poi sorgono al momento di realizzare un impianto indipendente da Hera. Quindi quando si danno i numeri occorre valutare tutte le verità.

In merito alle nuove offerte per lo sviluppo del teleriscaldamento, “Con.Ami ha individuato la possibilità di intervenire in alcuni casi e precisamente in quelli nei quali sono previsti investimenti da parte dei privati. Va precisato che questa possibilità di intervento avviene sul libero mercato e non è stata assolutamente commissionata da Hera. Dal punto di vista operativo, Con.Ami ha individuato nella propria società partecipata Bryo Spa, in qualità di Esco (Energy service company), ovvero come società che vende servizi energetici, l’azienda in grado di intervenire per l’analisi e la gestione degli interventi necessari nei settori della trasformazione del contratto da centralizzato condominiale a singola unità abitativa; nella gestione finanziaria dei costi dei nuovi allacci al teleriscaldamento; nella diffusione del servizio di teleraffrescamento. Bryo, a sua volta, si avvarrà delle imprese del territorio per realizzare concretamente gli interventi, con una ricaduta positiva sul tessuto produttivo e occupazionale tanto più importante proprio in questi anni di crisi. Si tratta, quindi, di una possibilità di intervento da parte di Bryo, che si pone come Esco sul libero mercato, senza alcuna convenzione con Hera. Tutto ciò fa sì che il cittadino sia completamente libero di far eseguire gli eventuali lavori necessari alle imprese che riterrà più opportuno scegliere”.

Ricordiamo che Bryo è la società che fino a poco tempo aveva come suo presidente Stefano Manara, l’attuale presidente del Con.Ami. Certo il Consorzio nel comunicato stampa coglie “l’occasione per informare che il presidente Con.Ami, Stefano Manara, non ricopre più la carica di amministratore delegato di Bryo a decorrere dal 30 novembre 2013. Va precisato che, a norma di legge, Manara avrebbe potuto rimanere nel consiglio di amministrazione di Bryo. Al di là della scelta specifica effettuata, in generale, il rimanere nei consigli di amministrazione di società partecipate è un modo economico ed efficace di perseguire il controllo e la guida di quelle stesse società”.
Per chi non è pratico di intrecci societari permetteteci dire che la vicenda non appare così limpida come vogliono farci credere e che, meglio sarebbe per tutti evitare queste situazioni dove il conflitto di interesse è dietro l’angolo.

(Valerio Zanotti)