Imola. Dopo la schiacciante vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd anche nel circondario e il disastroso risultato dei cuperliani (al 15% pur avendo con sè gran parte del gruppo dirigente di viale Zappi dall'on. Daniele Montroni alla capogruppo in Regione Anna Pariani), a uscire allo scoperto sono i civatiani soddisfatti del 12% abbondante ottenuto.

Il coordinatore di “Imola per Civati Dino Pietro Tonelli ricorda: “Lo avevamo dichiarato: “puntiamo al secondo posto” e lo abbiamo mancato per soli tre punti percentuali. C'è stato un movimento tellurico impensabile fino a sei mesi fa. Vedere che una nuova sensibilità all'interno del partito, nata da sessanta giorni senza alcun mezzo, riesce ad avere circa lo stesso consenso di quella storica fa un certo effetto. Da domenica tutto è cambiato sia a livello nazionale sia locale. Sono saltati i vecchi schemi e gli equilibri. Il paese e anche la nostra comunità ci chiede di scrivere una nuova storia con nuovi attori, nuovi contenuti, nuovi modi.

Per rimanere al locale non chiederemo al nuovo segretario Marco Raccagna se ritiene la segreteria e la direzione varate da qualche giorno siano rappresentative e in linea con le attese del corpo elettorale che si è palesato domenica. Chiederemo invece in modo intransigente di allineare gli organismi del partito ai nuovi standard richiesti in tema di trasparenza, sobrietà, merito, indipendenza dalle amministrazioni, conflitti di interesse. Ora dobbiamo dimostrare che anche a Imola si cambia sul serio. Lo diciamo anche nell'interesse di quelle persone che pur “di medio-lungo corso” si sono trovate sul carro buono. Attenzione la comunità vi osserva per capire se si tratta di conversioni vere o di opportunismo. Non dobbiamo avere preconcetti, ma a voi è chiesto è ancora di più”.