Canzio Visentin, candidato a sindaco alle ultime elezioni comunali di Bagnara per la lista civica “1 Storia di Sinistra, definisce la sua città “villaggio sbagliato”. Tra i motivi è possibile individuarne uno in particolare, che ha creato nei mesi scorsi molto imbarazzo nella comunità cattolica, sfociando poi nell’allontanamento del parroco, don Francesco Bonello dopo 40 anni di permanenza alla guida della stessa. Visentin parla di omertà “il silenzio, lo stringersi compatti a difesa  di un malessere radicato e perdurante” identificato come  “prerogativa delle lobbies, delle famiglie dominanti, della borghesia perbenista di Bagnara”  in grado di intaccare anche il Consiglio Pastorale di Bagnara. “L’imputato – spiega Visentin – è divenuto un capro espiatorio con troppa facilità, quella facilità funzionale a coprire il resto”.

La vicenda che ha visto Bagnara balzare recentemente agli onori della cronaca ha in realtà origini non così recenti. Da mesi infatti, Don Bonello prestava soldi, quelli della comunità ignara dei suoi movimenti, sapendo che probabilmente quelle somme non sarebbero state più restituite. La comunità ha continuato a offrirgli fiducia ed in parte continua a farlo – alcuni hanno proposto una raccolta di firme per farlo tornare –  almeno fino a quando le fondamenta sulla quale era costruita hanno iniziato a cedere.

 

Nelle scorse settimane infatti il parroco è stato allontanato e assegnato ad una nuova parrocchia, quella di Fontanelice. I motivi che hanno generato questi cambiamenti  sono legati ad una serie di consistenti prestiti in denaro – si parla di centinaia di migliaia di euro – che don Francesco avrebbe concesso  a persone di origine straniera residenti all’estero, in particolare Marocco e Macedonia allo scopo di aiutarli a uscire da varie difficoltà e crearsi una nuova vita. Il problema è che il denaro inviato era in buona parte frutto di prestiti a sua volta richiesti ai parrocchiani e non solo. “Don Francesco  ha ammesso di fronte al Vescovo e al consiglio parrocchiale di aver agito in quel modo, non ci ha voluto dire l’entità dei prestiti e dei versamenti fatti ed ha insistito nel dire che lo ha fatto  a fin di bene” – spiega Cristiano Ercolani membro del consiglio pastorale e strettamente legato alle attività della parrocchia – “ma secondo me l’elemosina o meglio aiuti consistenti come questi, li si fa con le proprie risorse, non chiedendo in prestito denaro ad altre persone”. La scoperta della triangolazione è avvenuta per caso. “Il consiglio economico parrocchiale se ne è accorto questa primavera quando ad un certo punto sono venuti a mancare sul conto della parrocchia i soldi per pagare gli stipendi delle insegnanti del nido e della scuola materna parrocchiale – continua Ercolani. “All’epoca don Francesco disse che li aveva prestati e che li avrebbe restituiti. Dopo circa un mese i soldi si sono resi disponibili e si sono potuti pagare gli stipendi delle insegnanti”. Quell’episodio però aveva fatto sorgere perplessità tali da motivare verifiche più profonde. Dopo settimane, la scoperta dei diversi e cospicui prestiti concessi ed elargiti da Don Bonello tramite il sistema moneygram,  utilizzato dalle tabaccherie dei comuni vicini a Bagnara, da Lugo e da Massa Lombarda direttamente o tramite altri parrocchiani ai quali don Bonello aveva chiesto di usare, quale favore personale,  il proprio nominativo. “Don Francesco ha sempre sostenuto che il denaro è stato utilizzato per rispondere alle richieste di aiuto di quelle persone – sottolinea  Ercolani – ben sapendo però che la possibilità di essere restituito era remota. Inoltre le motivazioni che ci ha dato durante lo svolgimento del consiglio pastorale non sono plausibili: pratiche di permesso di soggiorno, fantomatici interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri di queste persone nel proprio paese dai risvolti quanto meno improbabili. Eventi poco credibili e situazioni per le quali poteva rivolgersi a molti parrocchiani che sono stati o  sono attualmente amministratori pubblici e sanno muoversi con i dovuti mezzi in queste situazioni. E’ grave anche il fatto che abbia chiesto a molti giovani, anche appena diciottenni, di fare per conto suo i versamenti all’estero tramite il sistema moneygram, facendo apparire loro come mittenti del denaro. Ed ancora più grave – continua Ercolani – che abbia chiesto a tutti, giovani e non, di non fare parola di quanto gli aveva fatto fare, neppure in famiglia. Sembra quasi un atteggiamento patologico, e se la persona è malata va curata. Questo abbiamo chiesto al vescovo  durante il consiglio pastorale. Ma purtroppo, invece di mandarlo in cura, è stato mandato ad Assisi ed ora gli è stata assegnata una nuova parrocchia. Scelta corretta? Forse andava un poco più ponderata, visti i trascorsi.” I disagi coinvolgerebbero anche il comitato Mascagni che affiancava il parroco nell’organizzazione dei concerti di musica lirica al quale, tranne per le prime volte, non sarebbe stato devoluto alcun tipo di introito nonostante ogni concerto fosse  legato ad  una iniziativa benefica e sociale alle quali destinare i ricavi. E’ probabile quindi che anche quei soldi abbiamo incrociato la via del moneygram verso altri paesi. La difficoltà attuale è quindi quella di riavere il denaro prestato, necessità alla quale don Francesco pare abbia iniziato a far fronte vendendo alcune opere in ceramica che appartengono alla sua collezione personale. Ora la comunità cattolica di Bagnara è al momento seguita da don Pier Paolo, il parroco di San Prospero.

 

Don Bonello, dal canto suo, si definisce un “padre ferito ma non rassegnato”, rimasto imbrigliato nelle reti troppo fini di una truffa ben articolata. Nelle precisazioni divulgate parla di “alcuni gravi fraintendimenti. In questi ultimi mesi – sottolinea – sono state scritte e riferite falsità contro di me con così insistente cattiveria che mi sto domandando quale ne sia la causa: la mia condotta? Quello che in termini correnti si chiama diceria gratuita? Bramosia di cronaca, seppur fragile, a discapito di tutto e tutti? Come capirà di fronte a certe accuse (e mi permetta, spesso hanno il triste sapore di frasi fatte, infarcite apposta per una certa cronaca opportunista) non posso davvero fare l’indifferente… Non ci riesco. Dopo 41 anni di servizio pastorale in una comunità che ho amato come la mia famiglia, mi ritrovo a sussurrare ad amici (tanti) che mi vengono a trovare: ma che succede ai miei figli, ad alcuni miei parrocchiani? Tutto questo astio, tutta questa ritorsione… Questa ostilità è generata da che? Sinceramente resto sconcertato dal gonfiarsi continuo della notizia… Anzi, anche sorpreso! Tutte le volte, infatti, scopro qualcosa di così inedito sulla mia persona e sulla mia storia che io stesso mi ripeto: la fantasia non ha limiti e la cattiveria non trova  confini. Mi sento un padre ferito, è vero, ma non rassegnato. Ho ammesso pubblicamente di aver sbagliato! Inoltre sto già facendo il possibile, aiutato da alcuni veri amici, e da un Avvocato, per tutte le questioni legali e di rappresentanza, per dimostrare la mia buona fede e la massima trasparenza nei confronti di tutti. È sempre stata mia intenzione restituire tutto a tutti quanto prima… I miei creditori lo hanno sempre saputo. Preciso sin d’ora che sto vendendo opere artistiche di mia proprietà per far fronte ai debiti (non certo nell’ordine di centinaia di migliaia di euro come è stato scritto!). Alcuni di questi  sono già stati estinti totalmente, a partire dalle parrocchie di Bagnara e Castelnuovo e alcuni privati, altri tramite acconti. Ora – continua Don Bonello – spero soltanto di poter sanare totalmente la mia posizione debitoria quanto prima!Io non mi trovo qui a ridire quello che per la mia comunità di Bagnara ho provato a fare in 41 anni di servizio… Sarebbe banale. E’ strano però, che chi continua a ferirmi abbia perso la memoria! Il fatto poi, che alle persone a cui mi rivolgevo per fare i versamenti (non c’era possibilità di farlo a Bagnara e quindi si doveva andare altrove) dicessi soltanto che si trattava di un’opera buona per aiutare persone in grave difficoltà e che i soldi mi sarebbero stati restituiti, rispondeva alla mia sincera convinzione. Purtroppo ero caduto nelle mani di professionisti della truffa che facevano leva sulla mia sensibilità e il mio buon cuore: è cronaca quotidiana, non sono il primo e non sarò l’ultimo a cascarci! Quanto agli utili delle iniziative benefiche, compresi i Concerti lirici, basta alzare gli occhi e vedere le tante opere realizzate negli ultimi decenni con il contributo di tutti e con le più molteplici attività. Anche nostro Signore nemmeno davanti a Pilato ha taciuto la verità… E successivamente col suo silenzio è stato più eloquente di qualsiasi altra possibile difesa. È quello che continuerò a fare anch’io: silenzio! E pregherò come ho sempre fatto per chi incomprensibilmente continua o vorrebbe continuare a diffamarmi. Mi permetto di concludere con una citazione di M. Sannino, sperando di essere il più esauriente possibile: “Non va bene no! Non va per nulla bene che mi parli alle spalle e sai perché? Perché chi ti ascolta se ha un cervello per pensare e capire, comprende che sei un poco di buono. Le persone che sono di animo pulito, e coraggiose te lo dicono in faccia ciò che pensano”.

(Antonella Montanari)