Castel Guelfo. La notte dell'11 dicembre i carabinieri, durante un servizio di controllo del territorio a Castel Guelfo nei pressi del parcheggio del cimitero, hanno notato un Ford Transit che era stato rubato a un 70enne di Zola Predosa. Inoltre, il cofano del vano motore emanava calore e dal cimitero provenivano rumori metallici.

I militari dell'Arma hanno pensato a un furto e infatti quando sono entrati nel cimitero hanno visto cinque persone che stavano smontando le grondaie di rame e altri ornamenti dai tetti delle cappelle. Alla vista dei carabinieri, due sono fuggiti mentre gli altri tre sono stati fermati e identificati. Gli autori del furto, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, sono due rumeni di 21 e 30 anni, domiciliati a Bologna e un italiano di 39 anni, residente a Cento. Il 30enne è stato trovato in possesso di un mazzo di chiavi di una Ford Mondeo che era stata parcheggiata nel centro di Castel Guelfo e che probabilmente, a furto ultimato, sarebbe stata utilizzata durante la fuga come “auto-vedetta”, per permettere a chi si trovava alla guida del Ford Transit di prendere una strada alternativa in caso che il conducente della Mondeo avesse incontrato forze dell’ordine lungo la strada. Il furgone è stato restituito al legittimo proprietario mentre la Mondeo, con targa francese e intestata a un cittadino rumeno, è stata sequestrata con gli attrezzi da “lavoro” che i malviventi avevano con sè: due tenaglie, due paia di forbici, due cacciaviti e due piedi di porco di varie misure. Gli arrestati sono stati condotti nelle aule giudiziarie di via Farini con l’accusa di furto aggravato in concorso, ricettazione e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso. In attesa della sentenza, slittata a gennaio per la richiesta dei termini a difesa, il giudice ha disposto la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Bologna.