Laura Guerra, nell’assolvimento corretto del proprio ruolo, risponde alle osservazioni che gli sono state rivolte da Sel di Alfonsine, sulla questione dell’impianto di stoccaggio gas che la Stogit si propone di realizzare nel nostro territorio. Laura ci dice che “… mi viene chiesto se c’è stato un riscontro positivo alle condizioni poste… riscontri ovviamente per ora non ce ne sono ancora stati, poiché le valutazioni di merito e le osservazioni saranno sottoposte alla procedura autorizzativa”. Una precisazione. Nella nostra lettera, chiedendo se c’erano stati riscontri positivi alle condizioni poste, abbiamo dato per scontato che si sarebbero potuti registrare anche riscontri negativi, derivanti da approfondimenti più accurati delle problematiche connesse al suddetto impianto. Approfondimenti che potevano essere operati dal Comune e anche dal Pd alfonsinese. Per esempio, approfondimenti sono stati fatti da cittadini alfonsinesi e da Sel di Alfonsine, i quali hanno costituito la base delle Osservazioni formali presentate.

Detto questo, va preso atto che in effetti si è verificata una cosa importante: la presentazione da parte dei comuni di Alfonsine e di Lugo e dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna di una Osservazione formale, i cui contenuti costituiscono una svolta rispetto all’odg della stessa Unione approvato circa un mese prima. Ciò non sarà un riscontro propriamente positivo alle condizioni poste, ma queste in gran parte sono assunte dall’Unione. Ci sia permesso affermare che questa svolta, è successiva al manifestarsi di una crescente ostilità verso il progetto Stogit dei cittadini interessati e, nel suo piccolo, da Sel.

La svolta dell’Unione è testimoniata dalle numerose questioni di merito poste nella Osservazione presentata. In particolare dalla finalmente chiara specificazione delle condizioni di base rispetto alle quali valutare il progetto. Scrive l’Unione che la realizzazione dell’opera “non potrà prescindere dalla certezza che l’impatto sulle diverse matrici ambientali, sulla salute e sulla sicurezza del territorio siano sostenibili e non alterino in alcun modo i delicati equilibri dell’area interessata. In particolare ci preme che l’analisi e le successive valutazioni del progetto vengano effettuate ispirandosi al principio di precauzione”. Ancora. Passando dal riconoscimento (Odg dell’Unione già citato) della valenza strategica dello stoccaggio, senza tuttavia specificare se ci si riferisce alla dimensione nazionale o all’impianto di Alfonsine, alla richiesta rivolta agli organi competenti di chiarimenti in proposito.

Infine, non vanno trascurate le numerose questioni sollevate su, per esempio, emissioni in atmosfera, sismicità, rumore.
Le Osservazioni dell’Unione, tuttavia, a un primo sommario esame, presentano due rilevanti carenze.
La prima. La subsidenza. Si prende atto che sono previsti sistemi di monitoraggio per la subsidenza. Noi riteniamo che la subsidenza indotta dall’impianto debba essere valutata prima. Numerosi studi attestano che tali impianti provocano subsidenza aggiuntiva rispetto a quella naturale. Con l’impianto della Stogit la prima si aggiungerebbe alla seconda, in un territorio che si trova mediamente a livello del mare (in certi punti sopra di un metro e in altri sotto di un metro).
La seconda. La qualità dell’aria. Analizzando gli effetti dell’impianto e sommandoli alla situazione in atto, per valutare la quale vanno presi i dati della zona e non quelli medi di Alfonsine e Lugo o della provincia, si deduce che l’inquinamento atmosferico raggiungerebbe limiti inaccettabili (in particolare per l’inquinante critico: ossidi di azoto [NOx]).

Perciò riteniamo si possa affermare che almeno gli effetti dell’impianto sulla qualità dell’aria e sulla subsidenza, configgono radicalmente con le condizioni di base poste dall’Osservazione dell’Unione, conseguentemente, si deve dire no all’impianto della Stogit previsto per Alfonsine.
Se Pd e Sel di Alfonsine concordano su questa conclusione, si può valutare cosa eventualmente fare insieme. Diversamente, ognuno per la propria strada.
Un’altra cosa però va detta. Al di là delle necessarie analisi, degli approfondimenti, dei passaggi formali, come si fa a prescindere da ciò che si vede a “occhio nudo”. E cioè che un impianto come questo non può non alterare “i delicati equilibri dell’area interessata”, cosa che l’Unione giustamente vuole sia evitata?         
(Circolo Sel di Alfonsine)