Secondo l’Istat, l’8%  delle persone residenti nel nostro Paese vive in condizioni di povertà assoluta, cioè non raggiunge “uno standard di vita minimamente accettabile”. In questa situazione i Comuni sono lasciati soli e l’Italia continua ad essere, insieme alla Grecia, l’unico Paese europeo senza una misura di contrasto alla povertà.

La nostra comunità tuttavia non intende arrendersi. L’ordine del giorno approvato all’unanimità in consiglio comunale, che impegna le Istituzioni locali a costituire un “Tavolo di contrasto alla povertà”, esprime la volontà politica di Imola di reagire di fronte alla crisi indicando la necessità di un’assunzione comunitaria del problema.

In questa prospettiva diventa decisiva la capacità di integrare l’apporto dei Comuni, dell’Asp, dell’Azienda Usl (componenti  verticali della sussidiarietà) con quello dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale, del sindacato (componenti orizzontali della sussidiarietà) prevedendo anche un contributo dei soggetti privati per realizzare una nuova sussidiarietà che gli economisti definiscono circolare.

Nei prossimi mesi, il processo di riordino dell’Asp ci offre lo spunto per una riforma complessiva della governance socio-sanitaria del nostro Circondario che, in una prospettiva di maggiore integrazione, rafforzi le ragioni dell’autonomia  del nostro territorio. Dalla nostra capacità di sviluppare risposte unitarie, attive e promozionali, e non solo riparatorie, passa la riforma del nostro welfare che sarà sempre più decisivo per la qualità della vita, la sicurezza e la convivenza nelle nostre comunità. Questa nuova visone richiede un’etica della responsabilità diffusa e la disponibilità a promuovere nuove alleanze in un rapporto di reciproca stima e collaborazione. Ritengo che il territorio imolese, con la sua naturale vocazione alla “cooperazione”, abbia in sé la forza e il dovere di provarci.

Il vicesindaco Roberto Visani