Un po' di tempo fa ho avuto occasione di assistere ad un dibattito, nel circolo di via Cairoli del Pd Imolese, sul tema “Quale sinistra  – Quale Chiesa”. L'incontro motivato da due eventi: la nuova linea portata avanti da Papa Francesco, per certi versi decisamente dirompente con alcuni aspetti del passato della Chiesa apostolica italiana e la pubblicazione del secondo numero di una rivista “Left wing” che dell'argomento, per l'appunto, tratta. Risultò molto interessante il dibattito, per la presenza del direttore della stessa rivista, Francesco Cundari, e del consigliere regionale Marco Barbieri oltre che per l'attualità e l'importanza del tema in dibattito.

Molti gli interventi seguiti alle relazioni dei presenti ma non tutti strettamente legati al tema della serata; per parte mia, dopo aver letto alcune parole di Papa Giovanni XXIII pronunciate nel lontano 1961, evidenziai come non vi fosse novità circa le linee ora portate avanti da Papa Francesco rispetto alle parole di un altro Papa di allora ma che si doveva riscontrare, purtroppo, una notevole divergenza, nella Chiesa, tra il dire ed il fare.

Non molto lontano da noi, in quel di Castiglion Dei Pepoli, è in atto una disputa con tanto di carte bollate tra il sindaco della città del nostro Appennino e la Curia di Bologna: si tratta dell'affitto per l'edificio della locale scuola media, di proprietà della Curia bolognese, che, secondo il proprietario dovrebbe essere portato a 22.000 € dagli attuali 11.000. Diretto contendente Monsignor Caffarra.

Ora apprendo di sfratti di famiglie imolesi da parte del Vescovado di Imola e non intendo, come del resto per quanto riguarda la vicenda della scuola di Castiglione, entrare nel merito economico o legale delle vicende, ma per quanto riguarda l'aspetto “cristiano” invece si: quanta distanza tra le parole di Papa Francesco ed i comportamenti degli “amministratori” cattolici dei beni della Chiesa! Sono fermamente convinto che un po' meno di interesse per i beni strettamente materiali da parte della Chiesa tutta non farebbe certo male al riavvicinamento di molta parte della pubblica opinione alla Chiesa e che l'osservanza da parte della stessa per i dettami del Cristo apporterebbe ad essa maggiore credibilità e rispetto.

(Mauro Magnani)