Bologna. Tutto è partito con una proposta di legge che tendeva a regolamentare le attività dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) e che da subito è stata rigettata dal mondo dell’economia solidale e sostenibile. Da qui è però partito un percorso condiviso, che ha visto assieme consiglieri regionali e rappresentanti del Creser (Coordinamento regionale per l’economia solidale Emilia Romagna) che è sfociato nella proposta di legge presentata nei giorni scorsi in Regione e che l’Assemblea legislativa ha in programma di discutere e approvare entro la fine della legislatura. Il progetto di legge è stato presentato da Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) e sottoscritto da Thomas Casadei, Damiano Zoffoli, Anna Pariani, Gabriele Ferrari e Antonio Mumolo (Pd), Roberto Sconciaforni e Monica Donini (Fds), Gabriella Meo (Sel-Verdi), Liana Barbati (Idv), Franco Grillini e Giovanni Favia (Misto), Andrea Defranceschi (M5s).

Al centro l’economia solidale come possibile volano per affrontare in modo innovativo la crisi che ci sta attanagliando. Non si parte certo da zero perché ormai sono tanti gli esempi in molti settori, a partire dall’esperienza dei Gas che ormai sono una rete capillare a livello regionale. Ecco allora che la legge riprende temi come l’agricoltura contadina di prossimità; prodotti agricoli e agroalimentari biologici e biodinamici; filiera corta e garanzia della qualità alimentare; tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e della biodiversità; commercio equo e solidale; servizi comunitari e di prossimità; edilizia sostenibile e bioedilizia; risparmio energetico ed energie rinnovabili e sostenibili; finanza etica, mutualistica e solidale; trasporto collettivo e mobilità sostenibile; riuso e riciclo di materiali e beni; sistemi di scambio locale; software libero; turismo responsabile e sostenibile; consumo critico e responsabile. Un mondo di possibilità per chi vuole sperimentare una via d’uscita dalla crisi in maniera innovativa e, soprattutto, evitando ripetere gli errori del passato.

L'economia solidale è i finalizzata ai seguenti obiettivi: ecocompatibilità, consumo critico consapevole e responsabile, trasparenza, equità e reciprocità, nuovo modello relazionale, buona occupazione, per dare centralità al lavoro, superare la precarietà e promuovere i processi di inclusione sociale, partecipazione democratica, senso del limite (umano e naturale), sostegno all'economia locale e rapporto attivo con il territorio.

La Regione, quindi, con la legge “riconosce, valorizza e sostiene le reti di economia solidale (Res), i distretti di economia solidale (Des), i gruppi di acquisto solidale (Gas) e le altre aggregazioni di cittadini e di operatori economici nate per promuovere la cultura e le prassi volte all’attuazione e alla diffusione dell’economia solidale; riconosce le forme di coordinamento e rappresentanza dei soggetti impegnati nell’ambito dell’economia Solidale, quali interlocutori privilegiati nelle sedi di consultazione regionali e nei rapporti con le istituzioni; promuove i principi e le prassi dell’economia solidale”.

La legge prevede interventi volti a valorizzare, promuovere e sostenere “lo sviluppo dell’economia solidale e la messa in rete dei soggetti che svolgono attività e iniziative in questo ambito; il riconoscimento e l’applicazione dei ‘sistemi locali di garanzia partecipata’; la riconversione di aziende e imprese e la loro inclusione nel circuito dell’economia solidale; la divulgazione presso la cittadinanza dei principi, delle prassi e delle attività svolte dai soggetti impegnati nell’economia solidale, attraverso eventi, percorsi e strumenti informativi, in particolare nelle scuole, nelle università, nelle sedi formative; la creazione di ‘centri per l’economia solidale’, anche mediante la concessione di spazi e locali a titolo non oneroso” In particolare i settori interessati sono l’agroalimentare, servizi, beni comuni e servizi collettivi, abitativo, finanza etica, mutualistica e solidale.

E per dare gambe ai dettati della legge si prevedono il Forum regionale dell’economia solidale, il Tavolo regionale permanente per l’economia solidale, l’Osservatorio dell’economia solidale dell’Emilia Romagna e un portale web.