Il gran giorno è vicino, per la sanità della Romagna. Il Consiglio regionale ha approvato la legge che istituisce l’Asl unica delle province romagnole quindi prenderà il via  un’azienda che servirà più di un milione di abitanti, con un bilancio di 2 miliardi di Euro (anzi di più) e 15.000 dipendenti.

Una struttura fra le più grandi d’Italia.

E ritorniamo da Mario Mazzotti, consigliere regionale, per illustrare il senso della legge.

“Ora la legge è fatta, e il 2014 sarà l’anno costituente, nel quale tutti soggetti coinvolti, dai direttori ai sindaci dovranno, in accordo con la Regione, preparare i passaggi fondamentali.

La prima fase è tecnica. Vanno operate le fusioni (dalle proprietà al personale) e tutto il lavoro sarà poi consegnato alla nuova Asl.

Il programma dell’azienda verrà preparato dal nuovo direttore generale e sarà poi sottoposto all’approvazione della conferenza territoriale socio-sanitaria. Da quel confronto verranno determinate le organizzazioni dei servizi, sia ospedaliere che territoriali, e saranno definite le indicazioni per i distretti socio sanitari e l’uso delle risorse.”

Sembra di ripartire da zero.

“Niente affatto, ci già delle indicazioni precise sul percorso da fare. La risoluzione che accompagna la legge ribadisce che la nuova azienda dovrà organizzarsi senza prevedere tagli ai servizi. Anzi, dovrà muoversi utilizzando i principi di qualità delle cure e delle prestazioni e della prossimità delle risposte di cura (penso alla medicina territoriale, alle case della salute, all’assistenza di base).

Inoltre, e non si tratta di una cosa di poco conto, l’azienda dovrà sviluppare le azioni opportune per garantirsi la partecipazione dei comuni, della popolazione del personale addetto (anche attraverso le loro organizzazioni).

Oltre a ciò, parte un processo di riorganizzazione dei servizi non rivolte alla cura per attuare significativi risparmi e quindi avere le risorse da spendere per la prevenzioni, la cura, la riabilitazione.”

E’ inutile negarlo, quando si parla di riorganizzazione dei servizi sanitari i cittadini sentono odore di tagli…

“Non è previsto nessun taglio. Lo scopo della Asl unica non è quello di risparmiare ma di essere meglio attrezzati per affrontare i nuovi bisogni (le cronicità) e garantire a tutti i cittadini la possibilità di contare su attrezzature d’avanguardia e prestazioni che non sarebbero possibili senza questa forma collaborativa che l’Asl unica propone.”

A Ravenna in tanti raccolgono firme per difendere gli ospedali..

“E’, come sempre, un argomento molto dibattuto. Ribadisco che non si prevedono né soppressioni né chiusure di reparti; anzi nel piano strategico per la salute predisposto dall’Emilia Romagna, l’ospedale di Lugo sarà riconosciuto come ospedale distrettuale. Vuol dire che oltre a medicina e chirurgia gli utenti troveranno la rianimazione, il pronto soccorso e altre specialità.”

 

(Michele Zacchi)