Imola. Si chiama Horizon 2020 ed è il più ricco programma per l’innovazione e la ricerca mai messo in campo dall’Unione Europea. Uno stanziamento di oltre 80 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 per rilanciare dalle sue fondamenta un’Europa sempre più in difficoltà, smarrita e colpita a morte da una Crisi che non lascia tregua.

Mentre cresceva la rabbia dei Forconi contro l’Europa ed il Governo Italiano, a Bruxelles la Commissione Europea presentava il primo pacchetto da 7,8 miliardi di euro a disposizione di chiunque, Pubblica Amministrazione o Impresa, abbia un’idea innovativa da proporre. Un aiuto reale, concreto, accessibile, che in passato l’Italia non ha saputo sfruttare a dovere.

Nel precedente periodo di finanziamento 2007-2013 infatti, l’Italia è riuscita ad utilizzare poco più del 50% dei fondi che le erano stati assegnati. In tempi di crisi così pesanti, l’Italia non è stata in grado di prendere risorse già assegnate al nostro paese. In questo l’Europa non ha colpa. Le colpe sono tutte italiane, dell’incapacità della Pubblica Amministrazione e del mondo industriale di fare sistema.

 

Dal 1 gennaio 2014 l’Italia, e con essa tutta l’Europa, avranno un’altra grande opportunità. Finanziamenti veri per progetti veri, innovativi, che creano valore aggiunto a livello locale ed europeo. Il programma Horizon 2020 comprende una miriade di azioni, azioni che vanno dalla ricerca di tecnologie futuristiche a proposte per superare le grandi sfide sociali di oggi, dai trasporti ai cambiamenti climatici, dall’energia all’agricoltura ai rifiuti.

Uno dei concetti chiave attorno a cui ruoterà tutto sarà quello di Smart City. Che cosa sono le Smart City? Leggilanotizia.it (LINK) tentò già tempo fa di dare una sua definizione. Tuttavia la sola cosa certa sembra essere una: la Smart City è tutto e niente, è sogno e utopia, è reti ottiche e ritorno alla zappa. Io ho una mia personale definizione di Smart City. Per me la Smart City è una collezione di problemi rilevanti da risolvere. I problemi di una mobilità insostenibile, il problema del Clima che è cambiato, il problema della fragilità dell’attuale modello energetico, il problema della scarsità di risorse finanziarie per risolvere efficacemente le sfide dei nostri giorni, il problema di abitazioni e capannoni veri e propri colabrodo energetici e anche per questo gravati da bollette tra le più care d’Europa. Smart City è efficienza, è produrre meglio utilizzando meno risorse, è una comunità più attenta e partecipe alle scelte pubbliche, è una città che si riconcilia con le dinamiche naturali e la campagna circostante. La Smart City è tutto questo e tanto altro.

 

Come diceva Albert Einstein, la crisi è un’opportunità. Se non proprio un’opportunità un’obbligo di cambiare le cose, necessariamente in meglio viste le difficoltà che spingono inevitabilmente verso il fare meglio con meno risorse. Diceva Einstein “una Crisi può essere una vera benedizione per ogni Uomo e per ogni Nazione, perché tutte le Crisi portano progresso. La creatività nasce dalle difficoltà, come il giorno nasce dalle tenebre della notte”. E aggiungeva “chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla Crisi i propri insuccessi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. È dalla Crisi che emerge il meglio di ciascuno, perché senza Crisi ogni vento è una carezza”. Buona fortuna a tutti coloro che sapranno reagire agli schiaffi del vento e sapranno raccogliere questa grande opportunità che viene dall’Europa e da Città che necessitano di ritrovare la loro saggezza smarrita. (Denis Grasso)