Imola. Sono, per l'esattezza,  le ore 9.52 del 17 dicembre 2013 e mi accingo a scrivere alcune considerazioni circa l'incontro che in serata, presso la sede del Forum Cappuccini, vedrà di fronte i cittadini della zona e la pubblica amministrazione. Come rappresentante del nostro Comune sarà presente l'assessore Tronconi, sicuramente accompagnato da un valoroso tecnico. Come dite? Non è serio scrivere in anticipo le conclusioni di un incontro/scontro? Forse è proprio così, come dite voi, ma io desidero provarci: se indovino la sostanza e lo svolgersi me ne darete atto, al contrario accetterò di buon grado il lancio verso di me di verdura e uova al mio passaggio per le strade della nostra città.

Vediamo un po': immagino la sala abbastanza piena. Non è molto ampia e le persone dovrebbero essere abbastanza informate e piuttosto inquiete (mi piacerebbe usare un termine diverso ma il direttore non me lo passerebbe): ipotizzo il pienone. Una mossa abile potrebbe essere l'arrivo in ritardo dell'assessore: dare tempo allo sfogo di riversarsi sul tecnico in anticipo fa parte di una sceneggiata già vista e un po' sfruttata, ma se ci aspettiamo del nuovo da questa gente non abbiamo capito davvero nulla. Il tecnico illustrerà la situazione con dovizia di particolari ma, se non è proprio grullo e non è in vena di suicidi, preciserà che lui è solo tecnico e che quindi le sassate vanno indirizzate da altra parte.

L'assessore arriverà circa un quarto d'ora dopo l'inizio, affannato e stanco di una lunga giornata lavorativa: fortunato lui che la giornata lavorativa ce l'ha! Saluti cordiali e sorrisi di prammatica poi il via alle domande e agli interventi. Qui diventa facile: le persone, i cittadini, e non solo quelli della zona Cappuccini, sono stanchi delle solite tiritere, degli eterni giri di parole, delle solite chiacchiere circa i costi dei servizi, dell'esiguità degli interventi, dell'enorme quantità di verde presente nella nostra città (non si accennerà minimamente alla reale situazione di una bella fetta di questo verde: il parco delle Acque Minerali e tutto il lungo fiume praticamente inagibile a causa dell'insensato e fuori legge utilizzo dell'autodromo). Sicuramente qualcuno farà presente che in tutti i programmi (proprio tutti!) dei politici la bandiera dell'abbandono della cementificazione e del consumo territorio uguale a zero appare in prima riga e, cosa altrettanto certa, qualche voce sottolineerà che la prossima volta cambia preferenza politica. Ora gioco la carta più facile: mentre l'assessore ascolterà tutto questo, il suo capo oscillerà con insistenza, ma in modo quasi impercettibile, dall'alto verso il basso e viceversa. Un segno di duplice affermazione che da un lato appare rassicurante e deve essere tradotto in “avete perfettamente ragione” e dall'altro in “si, si, dite pure quello che volete poi faccio esattamente quello che mi pare: la famosa teoria della via dell'ascolto. Tra il pubblico presente, i più stanchi e i più attenti, interromperanno a viva voce l'intervento dell'assessore ma lui farà cenno di lasciar stare a chi tenterà di dissuaderli: bravo Tronconi! Così giovane e già così esperto, allevato con attenzione e cura da professionisti alla scuola del partito! Bravo!

Se ne avrò voglia e se me la sentirò tenterò un intervento anch'io, forse il momento più adatto è nella fase finale approfittando della stanchezza e della delusione intervenendo con un tema nuovo e vecchio allo stesso tempo: il denaro, bene supremo! Farò presente quanto pesa abbia la crisi edilizia, dovuta essenzialmente a scelte ottuse come quella di cui si sta parlando proprio qui questa sera, tenterò di spiegare le ragioni del sistema bancario circa le restrizioni del credito in quanto gravate da sofferenze ed incagli decisamente fuori controllo, vedrò di gettare lì due parole circa il significato economico della continua ed esasperante costruzione di nuovi appartamenti, di quanto questa politica dissennata e fortemente di parte stia mangiandosi dell'unica forma di risparmio di tante famiglie: l'appartamento acquistato a suon di rate mutuo e di sacrifici. Si tratta di una ormai obsoleta teoria economica: se vuoi che il prezzo scenda getta sul mercato più merce di quanto il mercato stesso possa assorbirne.

Chissà se le lucide menti della nostra amministrazione Comunale, e non solo, abbiano mai riflettuto su questo piccolo particolare, aspetto non di poco conto nell'evoluzione economica della nostra società: prima stimolo tutta la tua persona verso l'acquisto di un bene e ti prometto serenità, ricchezza (aumento del valore del bene) e tranquillità nel tempo, poi ti getto nel mercato una quantità esagerata dello stesso bene e tu ti ritrovi con un pugno di mosche in mano e pochi denari  in tasca. Dall'altra parte, amici degli amici, hanno già fatto, come si dice da noi, le “budelle d'oro” e sono pronti a ricominciare da principio. Poveri come sono, non si sono resi conto di aver tirato troppo la corda e il loro bel giocattolo si è spezzato: come sempre quando “la si fa grossa”, la soluzione non sarà facile ed indolore, ma posso azzardare l'ultima previsione circa chi sarà a pagare il prezzo più alto, e chi, come sempre uscirà più ricco di prima.

Si parlerà anche di un'altra area verde, già occupata in parte da una vecchio edificio adibito a raccolta di fedeli, in un angolo ancora verde in una zona, quella dei Cappuccini, cresciuta sotto la spinta di una nuova ricchezza nata dopo le distruzioni della guerra che non poteva certo lasciare spazio al verde: la fame di casa era troppo alta per concedersi il lusso. Don Guido manca da poco tempo e sarà subentrato un parroco nuovo che giocherà tutte le carte della moderazione (Papa Francesco docet) e quelle dell'ultimo arrivato quindi innocente. Qui vado sul difficile ma rischio: non ora, i fondi non ci sono e siamo davvero poveri, ma un luogo di raccoglimento per i ragazzi e i giovani (cos' sbandati ed indifesi!) proprio ci vorrebbe per fare un po' di catechismo e di momenti di raccoglimento. Azzardo anche che tra qualche anno diventerà l'ennesimo investimento della Curia circa l'educazione (quella loro) dei giovani in assenza di investimenti pubblici sulla stessa via: quel piccolo edificio presente proprio nel bel mezzo del viale dei Cappuccini insegna molto bene la strada da percorrere e il giovane parroco appena arrivato ne ha di strada davanti!

Sono le 11 e 32 all'orologio del mio personal, del giorno 17 dicembre 2013 e, a ben guardare, la palla di vetro da indovino che sempre mi accompagna, si sta un po' offuscando e appannando, ma basterebbe una buona passata di panno per continuare a vederci chiaro e, per gli amici del quartiere Cappuccini non la vedo bene: si è già deciso tutto e poche sono le speranze di indurre al cambiamento di linea questa disastrata e disastrosa classe politica. Fate sentire forte la vostra voce, fate rumore e chiasso. In bocca al lupo. Povero lupo: occorrerà rivalutare la sua figura! C'è ben di peggio in giro!”

(Mauro Magnani)