Imola. Le aree verdi di via Kolbe e di via Zara sono già in vendita (assieme all’area dell’ex canile in via Colombarotto). Con una scelta ai limiti della legalità istituzionale e politicamente inopportuna, l’Amministrazione comunale, subito dopo l’adozione della Variante al Prg vigente il 16 ottobre scorso con la quale si trasformavano le due aree da verde pubblico ad edificabile, ha dato mandato alla Sicim (la società comunale addetta alle alienazioni dei beni pubblici) di indire l’asta per la vendita delle aree. Detto e fatto. Così da tempo nella home page del sito della Sicim (www.sicimsrl.it) fa bella mostra il bando. Il 10 gennaio 2014 scadrà il termine per le offerte e il 14 gennaio vi sarà l’apertura delle buste e si saprà, salvo che l’asta vada deserta (e questo è forse ciò che desiderano perché così potrà poi apparire il benefattore di turno che si accaparra le aree a un prezzo ridotto) chi sarà l’acquirente.

Il tutto prima che ciò fosse possibile.  Il tutto ben prima di sentire il parere dei cittadini (la riunione del Forum di martedì 17 dicembre, saputo grazie ad un cittadino dell’asta già aperta, si è così svolta in un clima surreale, dove la discussione era su una roba già decisa, già fatta, di fatto inutile).

Il tutto ben prima della scadenza del termine delle osservazioni alla Variante del 18 gennaio 2014.

Il tutto ben prima della presentazione delle controdeduzioni alle osservazioni.

Il tutto ben prima dell’approvazione definitiva della variante, l’unico atto che può dire a cosa saranno destinate veramente, che dovrebbe avvenire entro aprile 2014.

Questo è un atto che dimostra palesemente quanto poco interessino a questa Amministrazione i processi democratici e le normali prassi istituzionali. E’ vero che, non essendo del tutto sprovveduti, si sono premuniti di mettere un paio di clausoline nel bando che li para di fronte agli aspetti legali. Si dice infatti che l’esito del Bando “è condizionato all’acquisto da parte di Sicim dei suddetti terreni entro il 31.01.2014”. Ma come fa la Sicim ad acquistare una roba che non si sa ancora che destinazione avrà? Ecco allora pronta una seconda clausola per cui “l’efficacia della compravendita … è condizionata all’approvazione entro il 30.04.2014 delle varianti”.

Salva, forse, la prassi istituzionale resta aperto un problema politico ben più grande di quello rappresentato dall’edificazione di tre aree verdi. Un problema che ci parla di una classe politico – amministrativa sorda ad ogni istanza che arrivi dai cittadini. Una Amministrazione talmente sicura di sé che decide di vendere ciò che ancora non può vendere. Una scelta che ci fa capire, se ancora ce ne fosse bisogno, cosa conta per questi signori il parere dei cittadini: zero! Cosa conta per questi signori i processi di partecipazione come quello delle osservazioni: zero! Tanto saranno tutte rigettate.

E pur con queste considerazioni in fondo non capiamo il perché di tutta questa fretta. Forse non ci hanno detto tutta la verità sulla voragine del debito comunale? O forse c’è da accontentare l’ennesimo amico di turno che ha portato acqua al mulino del manovratore? Se queste sono illazioni diteci voi la verità, ma per favore non tirate fuori la solita solfa della difesa dei servizi, perché allora ci verrebbe da chiedere dove avete messo i 400.000 euro ricavati dalla vendita dell’ex sede della Vassura Baroncini o gli oltre 2 milioni di euro da quella dell’ex Circoli e così via… Qualcuno si è accorto di come sono cambiati i servizi? Di come sono migliorati?

Questa è una vicenda che crea l’ennesima frattura tra i cittadini e una classe dirigente che non vuole capire cosa sta succedendo nel Paese, quindi anche a Imola. Che non capisce che la gente non ne può più di scelte che arrivano dall’alto e che si discutono a decisione già presa. Che non ne può più dell’arroganza di chi ha sempre ragione. Che non ne può più di una classe politica incapace di affrontare la grave crisi che ci attanaglia con metodi nuovi di governo, di partecipazione e di condivisione delle scelte.

Sarebbe infine interessante capire cosa pensa di questa vicenda il gruppo dirigente del partito “nuovo” di marca renziana. Capiamo che non è facile fare i rottamatori se fino a qualche mese fa si pensava che l’unico da rottamare fosse lo stesso Renzi. Salvo poi diventare tutti renziani quando si è capito dove andava l’onda. Ma almeno cercate di salvare la faccia: fate qualcosa, dite qualcosa, se non di sinistra, da renziani!

(Valerio Zanotti)