Un nuovo e prestigioso incarico di lavoro nella sua azienda e una forte allergia alle primarie. Sono i due motivi fondamentali che hanno portato il sindaco di Castel San Pietro Sara Brunori a chiudere la sua esperienza politica in prima linea. Non a caso le sue dimissioni sono giunte poco dopo che il neosegretario del Pd di viale Zappi Marco Raccagna ha detto sì alle primarie in tutti i Comuni e quindi anche a Castello dove scalpita per tornare in piazza XX Settembre l'assessore provinciale Graziano Prantoni che potrebbe vedersela con la segretaria del Cassero, Marchetti. Intanto il diktat di Raccagna sulle primarie sta creando parecchi mal di pancia anche fra i primi cittadini di Castel Guelfo, dove Cristina Carpeggiani è insidiata da Adolfo Soldati, e di Mordano dove una parte della cittadinanza ha seri dubbi sulla riconferma di Stefano Golini.

Altre sono le situazioni aperte nel Pd in vista della tornata amministrativa primaverile. A Dozza, dove Antonio Borghi è in scadenza dopo due mandati, a confrontarsi alle primarie potrebbero essere il vicesindaco Paolo Strazzari, l'assessore Clara Ceroni e Roberto Conti che viene dal mondo cattolico. Bagarre pure a Borgo Tossignano dove Paolo Sartiani è attivissimo e aspira al posto di Stefania Dazzani (sta per terminare i due mandati consecutivi), ma potrebbe trovare avversari nel partito e doversi guardare pure dalla concorrenza del Movimento 5 stelle che alle ultime elezioni politiche ha ottenuto il 33% dei consensi.

(m.m.)