Castel San Pietro Terme (Bo). Sara Brunori non si ricandida per il secondo mandato a sindaco di Castel San Pietro Terme. Un decisione a sorpresa, dopo che la ricandidatura sembrava cosa fatta. All’origine della scelta una richiesta importante della sua azienda. “La Nupigeco Spa, di cui sono dirigente in aspettativa, sta vivendo una fase di grande crescita sui mercati internazionali e, nei giorni scorsi, mi ha chiesto di rientrare in azienda per assumere l’importante incarico di direttore amministrativo di tutto il gruppo industriale, nella sede direzionale di Busto Arsizio – scrive Sara Brunori -. Dopo una profonda riflessione ho deciso di accettare questa importante opportunità professionale e ho comunicato alla direzione del Pd la mia decisione di non candidarmi per il secondo mandato da sindaco di Castel San Pietro Terme”.

Una scelta sulla quale hanno certamente inciso anche i profondi cambiamenti avviati nel suo partito, con la nomina a segretario nazionale di Matteo Renzi, e con  Brunori schierata apertamente con Civati. “Decidere di non candidarmi ad essere il sindaco di Castello per i prossimi cinque anni è stato difficile, perché amo la mia città e anche per le tantissime manifestazioni di stima e affetto che ricevo ogni giorno dai cittadini che mi chiedono di continuare il lavoro avviato. Sarò sempre grata ai castellani per avermi dato l’opportunità di essere il primo sindaco donna della nostra città. In questi cinque anni, pur nelle difficoltà determinate dai forti tagli alla spesa e alla crisi che ha colpito duramente, ogni membro della giunta che ho l’onore di presiedere si impegna a fondo e tiene salda la rotta del mio programma elettorale per una città sempre più coesa e solidale. Un programma che vede il welfare come priorità assoluta, seguita dalla riorganizzazione e dall’efficientamento della macchina comunale, dallo sviluppo e all’innovazione, dal sostegno alla scuola e dalla cura del rapporto con i cittadini, per coinvolgerli sempre di più, favorendo la consapevolezza e la partecipazione attiva. Certo, l’Italia è cambiata dalla campagna elettorale del 2009. Oggi le famiglie sono grande difficoltà, mancano le risorse per le manutenzioni di strade ed edifici pubblici e il livelli di tassazione sui lavoratori e sulle piccole imprese sono ormai insostenibili. Tutti noi siamo chiamati a restare uniti, a rinsaldare lo spirito di comunità, a darci una mano”.

Il no della Brunori va a scombussolare i piani del Pd castellano, già avviato verso le primarie. “Come segretario stavo già organizzando il partito per lo svolgimento delle primarie per il candidato sindaco, un confronto aperto al quale Sara Brunori non si è mai sottratta, ma i tempi delle imprese sono spesso più veloci dei tempi della politica e ora apriremo nel partito una doverosa fase di confronto in vista delle prossime amministrative – sottolinea Francesca Marchetti, segretario dell’Unione comunale del Pd -. Questa amministrazione comunale sta governando molto bene, senza perdersi in parole e giochi di immagine, andando al sodo delle questioni, con grande concretezza. Ora tocca al Pd garantire ai cittadini che l’eccellente percorso di rinnovamento e di ammodernamento avviato da Sara Brunori non si fermi nei prossimi cinque anni”.

Liberata da ruoli istituzionali, Brunori intende continuare a impegnarsi nella vita sociale e culturale castellana. “Per dare qualcosa alla propria comunità non sono necessari ruoli e riflettori, ma servono voglia di fare, concretezza e umiltà. Il mio pensiero va a quanti dedicano il loro tempo e le loro energie nelle tante espressioni dell’associazionismo castellano, che ringrazio per la preziosa collaborazione che ogni giorno offre al Comune in tutti i settori. Alla fine di questa meravigliosa esperienza da sindaco tornerò in azienda serena per le tante cose che abbiamo fatto e che stiamo facendo e per la rete sociale che abbiamo saputo preservare e sviluppare. Castello può contare su un volontariato forte e coeso, al quale non mancherò mai di continuare a dare il mio contributo, ogni volta che potrò”.