Imola. Potrebbero essere sette le antenne per la telefonia mobile che nei prossimi mesi saranno installate nel territorio imolese. Troppe e troppo ravvicinate, ecco allora che la protesta fa nascere un “Comitato parco cittadini di via Volta e via Andreini” che lancia una raccolta di firme sullo slogan “Io non voglio l'antenna perchè”. Accanto alla petizione, iniziata in questi giorni, viene lasciato ai cittadini un opuscolo dal titolo “Perchè ho firmato”. Nel parco di via Andreini e via Volta è prevista un'antenna di 31 metri. L'iniziativa ha l’obiettivo di informare i cittadini sui rischi per la salute.

Nella petizione i cittadini sottolineano come “la normativa in vigore sia totalmente squilibrata in favore dei gestori di telefonia mobile. Non vogliamo l’antenna perché quasi tutto il ‘traffico dati’ di cui si parla, consiste in filmati e scambi su social network, perché abbiamo già avuto cittadini che hanno subito gli effetti di questo tipo di elettrosmog, perché importanti studi concordano sul chiaro rapporto fra causa ed effetto. Le aziende non hanno questa necessità perchè sono connesse via cavo. Prendiamo atto che l’Amministrazione comunale intende sospendere l’iter autorizzativo in attesa di darsi un ‘piano antenne’, considerando prioritario il diritto alla salute pubblica a fronte di un rischio che è reale anche se non è ben chiaro il ‘meccanismo’ col quale agisce”.

Partendo da queste considerazioni i cittadini chiedono “che non venga collocata alcuna antenna sul suolo pubblico in via Andreini o zone limitrofe: per la tutela degli abitanti della zona, delle due scuole per l’infanzia, della palestra quotidianamente frequentata da bambini e ragazzi nonché per tutelare atleti e pubblico degli eventi sportivi svolti entro di essa. Che l’amministrazione studi un ‘piano antenne’ complessivo per la città, condiviso dai cittadini attraverso il coinvolgimento dei comitati civici che noi stessi cercheremo di promuovere al fine di informare e sensibilizzare l’intero territorio sulla problematica in oggetto e su eventuali altre che ne possano derivare. Noi ci impegniamo a favorire una corretta informazione tecnica dei cittadini, a organizzare la loro tutela legale contro ogni danno che possa derivare in futuro compresi – tramite ‘class action’ – sia i danni biologici che economici causa svalutazione degli immobili”.

Le firme verranno inviate al sindaco di Imola e al presidente della Regione “essendo essi responsabili, in primis, della salute dei cittadini e a tutti i Parlamentari da noi eletti nel nostro territorio, invitandoli a verificare – indipendentemente dal loro credo politico – i gravi presupposti di incostituzionalità dell’attuale legislazione, in aperto contrasto con l’art. 32 della Costituzione e promuoverne la modifica”.    

Perchè ho firmato la petizione…
– Perché, chi studia il problema da 20 anni, ha provato che le cavie di laboratorio, sottoposte a campi elettromagnetici, muoiono prima! (vedi gli studi dell’Istituto Ramazzini)

– Perché, al di la delle parole, nessun medico vuole firmarmi una dichiarazione che attesti la non pericolosità dei campi elettromagnetici.

– Perché la motivazione addotta – trasporto dati – consiste, al 90%, di traffico adolescenziale di filmati, video telefonate, giochi on-line etc… tutte cose che non giustificano un aumento dei rischi per la salute.

– Perché la legge Gasparri e il suo successivo ampliamento, sono in rotta di collisione con l’art. 32 della Costituzione che obbliga lo Stato ad adottare comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute stessa. Estendendo il concetto, il mantenimento di uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale costituisce un diritto fondamentale per il singolo perché i valori di cui il singolo è portatore, sono anche interesse della collettività.

– Ho firmato perché, anche nella nostra zona, ci sono già famiglie fortemente colpite da questo morbo invisibile e nessuno ha dato loro ascolto prima… o “durante”… e nessuno se ne cura adesso!  

– Ho firmato perché i valori legali sono stati fissati in totale assenza di studi che li certificano e perché gli enti competenti controllano con preavviso e seguono procedure non scientificamente “provate”.

– Non voglio che il mio appartamento venga svalutato e sono pronto a fare una class-action contro i gestori della telefonia per richiedere i danni economico / morali / esistenziali che subirei!

– Ho firmato perché non mi fido di chi, vivendo altrove, mi dice di star tranquillo qui!

– Ho firmato perché il così detto “progresso” non serve a nulla se rischiamo di non essere vivi per potercelo godere!