Imola. Il fiume Santerno si appresta ad ospitare due nuove centrali per la produzione di energia elettrica all’altezza del ponte della Tosa e nell’area Arzella nei pressi di via Sbago vicino a Ponticelli. Nonostante le osservazioni presentate da Geolab, Wwf e Legambiente, il progetto ha ottenuto il via libera della Provincia. Secondo il mondo ambientalista “installando queste centraline si penalizzerà ancora di più l’ecosistema del fiume, un fiume per il quale non c’è nessun progetto di salvaguardia e tutela come previsto dalla direttiva comunitaria che mira a perseguire il buono stato dei corpi idrici. L’acqua che viene convogliata nelle turbine trascina con sé tutti i piccoli organismi macro e micro invertebrati, uova, larve, avannotti, semi flottanti  ad eccezione di pesci di taglia superiore  alla griglia. L’acqua, per fornire energia alle pale della turbina, subisce un repentino aumento della pressione, uccidendo irreparabilmente tutti gli organismi. Ne consegue uno sconvolgimento della catena alimentare. Inoltre tra Borgo Tossignano e Imola sono già presenti tre impianti per la produzione di energia elettrica su tre briglie. Dove non sono presenti scale di risalita per i pesci e sembra che queste scale non saranno costruite neanche nelle nuove briglie. Ne ribadiamo l’importanza per tutelare la fauna del fiume”.

Sulla questione scende in campo anche il Movimento 5 stelle che invita a considerare l’impatto ambientale: “La Direttiva 200/60/CE mira alla riqualificazione fluviale dei corpi Idrici, prevede che i fiumi dovranno raggiungere, entro il termine prefissato nell’anno 2015,  il buono stato ecologico (classe II°, Buono  su una scala da 1 a 5). La qualità delle acque, secondo i parametri afferenti alla metodica di monitoraggio I.B.E si è mantenuta di classe II Buono dal 1991 fino al 2002.  Ma attualmente, come documentato dalla visualizzazione cartografica  il fiume Santerno, nel comune di Imola, risulta  classificato  classe di qualità IV, scadente stato ecologico. Il Santerno è un fiume che sta soffrendo, ha un letto stretto e profondo perché è stato scavato in passato per ricavare ghiaia per le costruzioni ed sta assomigliando sempre di più ad un canale. Andiamo a costruire delle dighe per mettere delle centraline idroelettriche quando l’energia a Imola è già sufficientemente prodotta dalla centrale di coogenerazione?”.

Secondo l’assessore all’Ambiente Davide Tronconi ci sarebbe un tacito accordo tra un’azienda privata e la provincia, ma, si chiede il M5s, “il Comune di Imola ha concesso la materia prima cioè l’energia meccanica del fiume Santerno che è nel territorio comunale per realizzare energia elettrica a costo zero? Se l’azienda non costruisce la parte edile a regola d’arte e modifica l’alveo del fiume, chi ne risponde? L’azienda, il Comune o la Provincia? La società Acqua Energia di Faenza otterrà incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili dalla Gse (Gestore di servizi energetici – Spa controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze che eroga incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili). Infatti il progetto prevede che le centraline producano 1.250 megawatt ognuna per 0.20 centesimi portano ad un importo di 250 000 euro ognuna, per un totale di 500.000 euro. Il progetto è fatto volutamente in termini cautelativi. Inoltre il mix di portata del fiume delle tabelle di progetto sono state fatte tenendo conto di periodi di grande siccità. Perciò gli incentivi per la società andranno da un minimo di 500.000 ad un massimo di 700.000 euro annui. Quindi, in questo periodo di difficoltà per il Comune di Imola, la società Acqua Energia riceverà questi finanziamenti senza dare nulla al Comune? Se il costo dell’opera è di 3,5 milioni di euro, l’investitore ottiene l’ammortamento del suo costo in 5-6 anni, il resto è un enorme guadagno!”.

Non mancano poi i dubbi sull’azienda Acqua Energia Srl di Faenza: “Chi è? Non ha neanche un sito Internet? Non c’è un centralino? Telefonando al signor Farinelli risponde un’abitazione privata. Perché il Comune che è in difficoltà economiche non fa l’investimento diretto tramite il ConAmi?”.