Ancora una volta, anzi tre, il nostro paese si trova coinvolto in situazioni e vicende che, oltre al discredito nel quale tutti noi veniamo gettati senza distinzione alcuna, danneggiano la qualità della nostra vita, ci amareggiano, ma quel che più conta ci costringono ad abbassare il capo afflitti da un senso di impotenza distruttivo e disarmante.

Dirigenti di un centro di accoglienza per immigrati che trattano esseri umani del tutto uguali a noi come nemmeno le bestie, direttori di carcere che ospitano detenuti non curandosi della banalità di procurarsi o leggere un minimo di documentazione al riguardo e un vice-primo ministro che afferma la necessità di sgretolare una legge che solo pochi mesi fa lui stesso ha votato (insieme a tanti altri purtroppo).

Le conseguenze? L'Europa tutta che ci indica come il paria della comunità e minaccia, giustamente, di chiudere i cordoni della borsa che ha appena allentato in seguito a nostra specifica richiesta, un pericoloso detenuto forse infermo di mente che si da alla macchia approfittando di una licenza premio e un numero imprecisato di cittadini italiani che subiscono gli effetti di una legge ora giudicata, dallo stesso che l'ha votata, perversa oltreché dannosa. Per buon peso, occorre aggiungere che il direttore del carcere afferma, il povero, di non aver ricevuto documentazione alcuna dimenticandosi della banalità che lui stesso doveva attivarsi per richiederla e omettere di assumere decisioni in assenza della medesima (la licenza premio per il detenuto l'ha firmata lui), un ministro della Repubblica che, indignata, ci assicura che verranno fatte accurate indagini e presi severi provvedimenti, mentre, come minima azione, avrebbe dovuto facilmente prevedere in un ambiente umano e sociale dove il più bieco razzismo e la più feroce intolleranza stanno uccidendo quanto di umano resta in noi avrebbe dovuto far scattare più di un campanello di allarme preventiva e, dulcis in fundo, un primo ministro che, in diretta televisiva,  viene rammentato, con fare di derisione, di essere l'unico votante della legge che ora sta criticando presente nel consesso televisivo del momento.

Se poi qualche dubbio circa la qualità delle persone che ci dirigono e ci amministrano ancora albergasse nelle nostre menti, se ci ritenessimo indenni circa gli effetti delle loro decisioni in modo particolare per la “lontananza” da noi degli effetti di ricaduta causati dal loro agire, una vicenda che al contrario ci tocca da molto vicino vede come teatro la nostra città. In presenza di una situazione immobiliare al collasso, alla realtà disastrosa della quantificazione in 2.500 appartamenti invenduti nel nostro comune, il sindaco Manca e la giunta  di maggioranza votano per la distruzione di aree verdi destinandole ad altra cementificazione. E si difendono pure presentandoci la contropartita della conservazione dei servizi e lo spettro dell'innalzamento della tassazione. Se poi tentiamo di far loro osservare l'effetto drammatico che l'insistere in tale azione politica (perchè di politica si tratta e non di altro) determina sulla insostenibilità di una situazione economica e finanziaria già in fase di pericolo, ci sentiamo rispondere che forse noi non ci rendiamo conto della grave situazione nella quale versa la situazione finanziaria della nostra comunità (leggi bilancio comunale).

Si potrebbe far loro osservare che è come offrire sale all'assetato, far bere acqua malsana ad un appestato, sistemare un asmatico in viale D'Agostino nell'ora di punta o insegnare ad un bimbo di due anni a fare di corsa le scale. Ci sentiremmo rispondere, statene certi, che il sale vivifica il sapore degli alimenti, che anche gli appestati devono bere, che il viale D'Agostino è uno dei viali alberati della nostra città e che tutti noi dobbiamo imparare a scendere le scale.
Su questa via, tra non molto, assisteremo ad automobilisti che inveiscono contro un diversamente abile che interrompe la loro circolazione invadendo le strisce pedonali tentando di attraversare la strada, osserveremo genitori irosi che percuoteranno selvaggiamente i loro pargoli rei di aver assaggiato la marmellata nei vasi che loro stessi avevano lasciato incustoditi, scalatori sulle alte cime delle montagne innevate in bermuda e polo (alla moda però! come del resto i sandali che calzano) e arguti venditori che proporranno cappotti imbottiti di vera piuma d'oca in piena stagione estiva sulle nostre spiagge.

Niente paura, la strada è di tutti, ci corre obbligo di educare i nostri figli, i panorami che dall'alto, lassù, si ammirano sono indimenticabili e che, prima o poi, l'inverno arriverà. In alternativa, alziamoci in piedi e facciamo sentire la nostra voce, e forte, ricordando  a lor signori che non ci sono stati inviati da qualche divinità burlona e cattiva, ma la loro qualifica è quella di “rappresentanti” e che ci è possibile liberarci di loro in un repentino ma salutare cambio di vento. Se lo desideriamo, la comoda poltrona davanti alla televisione, con ciabatte annesse e l'ultima soap opera ci attendono di là, nel salotto di casa.

(Mauro Magnani)