Da qualche tempo, per l'esattezza alcuni anni, il costo della politica che la nostra società sopporta è divenuto un peana familiare. Non c'è giornale che non metta un bel articolo in evidenza sull'argomento e non esiste notiziario televisivo che non dedichi qualche minuto esibendo cifre e dati. Una volta tanto, anche se non nella misura giusta, il problema viene evidenziato nella sua importanza e molti sono i nostri valenti uomini politici che vi spendono energie e tempo.  Purtroppo la soluzione non è facile ed immediata e non solo per la complessità insita nel meccanismo, ma in modo particolare per la natura stessa del problema. Chi è stato fumatore sa bene quale e quanta sia la fatica nello smettere e, non abbiate dubbi, il paragone è perfettamente calzante.  Il fumo ti da piacere, crea della tua persona un'immagine disinvolta e, in un certo senso, trattenere tra le dita quel minuscolo bastoncino con la presenza del fuoco dispensa un'impronta di reale potenza e superiorità. Mentre tutto ciò sembra accadere, quasi a tua insaputa divieni schiavo di qualcosa a volte più forte di te, qualcosa che non riesci a controllare e che finisce per renderti schiavo e, troppo spesso, per portarti alla morte.

Così la politica: in buona fede si inizia “per” la politica e si finisce “di” politica. Non piccola sottigliezza questa da me riportata utilizzando la chiarissima analisi che, all'inizio del secolo scorso, un famoso sociologo tedesco, Max Weber, mise nero su bianco disquisendo di politica come professione. Una volta entrato nell'ambiente (politico) se non ne sei all'altezza ne subisci il fascino, assumi tendenze di potenza e ti ritrovi a “dover” curare la tua immagine quasi a qualunque costo. Queste mie affermazioni sono purtroppo confermate quasi quotidianamente da fatti ed accadimenti che ne verificano la tesi: appropriazioni indebite finalizzate al miglioramento della propria immagine, riti di salvataggio reciproco finalizzati alla conservazione del potere, affiancamento alla propria personalità politica di stuoli di “gregari” fedelissimi e super-pagati oltre a imprecisate figure che agiscono nell'ombra curando e difendendo interessi e posizioni.

L'immagine della piovra che tende i tentacoli applicata al malaffare costituito a sistema deve, purtroppo, essere applicata anche al sistema politico vivente all'interno della nostra società. Un recente studio su commissione di uno dei sindacati maggiori del nostro sistema (Uil) affidato a Guglielmo Loy, determina una misura di infezione da virus politico che deve essere curato con ogni mezzo, pena non solo la sopravvivenza del sistema, ma quello di tutta la nostra economia. I numeri sono impressionanti e obbligano all'attenzione: 1.128.722 persone in Italia vivono “di” politica, senza dubbio la più importante e sviluppata azienda italiana. Eletti per incarichi parlamentari e di governo 1.067, nelle regioni 1.356, nelle provincie 3.853 e per finire nei comuni 137.660. Un dato evidenziato dallo studio che rende bene l'idea di quanto sostenuto da me sopra è rappresentato dalla percentuale elettiva tra questi numeri: il 12%! Ma non è tutto: gli impiegati nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche ammontano a 24.432, ma se a loro sommiamo i revisori  e i collegi sindacali arriviamo a 44.165; quasi altrettanti gli impiegati a supporto politico: 38.120. Le quantificazioni, non solo numeriche, assumono carattere preoccupante se si considera che ben 390.120 sono impiegati nell'”apparato politico”, incaricati di consulenze e impieghi diversi nelle aziende pubbliche  ammontano a 487.949 unità.

Fa sorridere la quantificazione degli esuberi nel sistema bancario apparsa sui quotidiani economici qualche giorno fa che denuncia circa 38.000 esuberi su poco più di 300.000 impiegati: una sciocchezzuola! Se siete seduti vado sui costi che una tale mole di “addetti” inevitabilmente comporta: per i Cda si spendono 2.650.000.000 di € e altri 1.500.000.000 di € per incarichi e consulenze. Lo studio della Uil porta ad un totale di € 23.900.000.000 anno: organi istituzionali 6.4, consulenze e funzionamento delle società partecipate 4.6, altre spese collegate al funzionamento (auto blu, personale di fiducia, funzionari, ecc) 5.8 e per il sistema istituzionale 7.1. Mi sono stancato di pigiare il tasto dello zero, ma tutte le cifre sono in miliardi di €. Siamo così arrivati a circa il 12 % del gettito Irpef pari a circa 772 € in media per contribuente. Lo studio della UIL termina considerando la fattibilità di uno “snellire” del sistema senza pregiudicarne il funzionamento (si legge anzi che ne migliorerebbe alquanto l'efficacia e l'efficienza, ma io qui non desidero riportarlo) producendo un risparmio di circa 10.400.000.000 di €.

Ho atteso qualche giorno prima di riassumere per “LeggiLaNotizia” i dati e le conclusioni dello studio della Uil, aspettandomi precisazioni, smentite, correzioni: solo silenzio. Accertato questo, si può in tutta tranquillità affermare che quando si sente parlare di eliminazione delle provincie con un risparmio di circa un miliardo di € ancor tutto da verificare ci si trova davanti alla somministrazione di un'aspirina ad un malato terminale e non fa bene alla qualità della politica e alla vita democratica di un paese lo sbandierare vittorie al posto di piccole scaramucce: ne soffre la credibilità, la forza e la determinazione dell'azione politica. Poiché tutti noi siamo “animali politici”, che ci piaccia o meno, dobbiamo avere la coscienza di essere presi per i fondelli e ci corre obbligo di intravvedere nelle parole dei politici da noi delegati mezze verità, unicamente usando termini blandi nella vicinanza delle festività di fine anno!

Decisamente pochi quelli che vivono “per” la politica e troppi quelli che al contrario vivono “di” politica. Un brutto vizio del fumo che ci rende schiavi di una metodologia di “assunzione” di una tipologia di droga deleteria per un'economia già di per sé stremata ed impoverita da applicazioni di sistemi produttivi e di consumo male interpretati e ancor peggio applicati. Un vizio che se anche solo ridotto di un po' arrecherebbe alla nostra preoccupante situazione sociale un refolo di vento fresco destinato a riparare qualche situazione inaccettabile per un paese civile.

Sono in attesa, come del resto la stessa Uil, di precisazioni, indicazioni di errore e di falso nella determinazione delle quantificazioni e delle indicazioni di tipologia, ma, temo, attenderò a lungo ed invano. Mi sono sempre chiesto, poiché la mia vita è stata decisamente intrisa di numeri e di partita doppia, quale fosse la contropartita di un dare patrimoniale (il debito pubblico nel bilancio dello Stato Italiano) di tale portata rispetto al valore della produzione: non del tutto, ma ora di una buona fetta ne conosciamo la ragione e la causa. Circa 24 miliardi di € l'anno per 68 anni di vita di questa nostra Repubblica (so che sto facendo il famoso conto della serva ma mi accingo comunque a pigiare un bel po' di “zeri”) fanno la bellezza  di 1.632.000.000.000 di € (milleseicentotrentaduemiliardidieuro).
Augurandovi un felice 2014 assumo decisamente i caratteri di un irrimediabile e contagioso ottimista!          

(Mauro Magnani)