Spett. redazione,
Pare che la normativa in vigore che regola la installazione delle antenne della telefonia mobile sia totalmente squilibrata a favore dei gestori e ci sono stati già diversi casi che avallebbero questa tesi. Sappiamo anche che il” traffico dati” di cui purtroppo tanto si parla in questi giorni, si può tranquillamente attuare attraverso i cavi e le fibre ottiche. Nonostante questo non ci si fa problemi di arrecare grave pregiudizio alla salute e alla vita dei cittadini.

L'esempio lo stiamo vivendo noi residenti di in viale Marconi trattati  veramente come dei cittadini di serie Z. Nella giornata di giovedì 2 gennaio sono stato invitato ad un incontro del comitato di via Volta e via Andreini e lì ne ho avuto la conferma. Ho appreso con sdegno e stupore da alcuni consiglieri del M5stelle presenti all'incontro che l’antenna che la Vodafone vorrebbe installare in viale Marconi 60 sarebbe già stata autorizzata dagli organi preposti e il tutto alla generale insaputa delle centinaia di famiglie residenti nella zona, che si ritroveranno giornalmente a sorbirsi l'effetto nefasto prodotto dalle onde elettromagnetiche.

Mi sono profondamente indignato quando il portavoce del comitato, Il sig. Migliori, ha affermato che essendo su una struttura privata non si può intervenire in quanto le normative sarebbero diverse. Al di là del cavillo burocratico, sono rimasto molto perplesso da questo tipo di impostazione e anche dall'atteggiamento. Nelle battaglie per la salute e per la vita, si vince o si perde tutti insieme e non esiste e non può esistere nè il pubblico nè il privato. I tumori non sono nè di destra, nè di sinistra, nè di centro nè a 5stelle “nè pubblici”, “nè privati”.

L'articolo 32 della costituzione italiana parla molto chiaro. Preso atto  di questa inqualificabile posizione dobbiamo quindi affermare che in questo momento per i cittadini di viale Marconi, via Bendini e viale Amendola, la Costituzione è stata sospesa a tempo indeterminato, per privilegiare l 'interesse di pochi a gravissimo discapito della collettività, con il silenzio assenso delle istituzioni, che con un grave atteggiamento  di passività e negligenza fanno rimanere inascoltati e inapplicati i pareri e gli appelli di autorevolissimi esponenti della comunità scientifica che, su questo argomento si sono espressi molto chiaramente. Una per tutti è la posizione degli oncologi dell'Istituto Ramazzini di cui anche il sottoscritto è socio sostenitore.

Ma ancora, come possiamo definire il comportamento di un  sindaco che abdica alle funzioni previste dalla legge quale massimo tutore della salute pubblica nel suo Comune, funzioni che sorpassano qualsiasi tipo di vuoto normativo e se ne sta in disparte senza prendere una posizione.
Voglio lanciare un pubblico appello al proprietario dello stabile di viale Marconi 60 perchè guardi dentro di sè e, lasciando da parte per un momento la gratificazione derivante dall'entrata economica, dia spazio per un momento alla propria coscienza che, senz’altro gli diràche non  è giusto, nè morale, mettere a  repentaglio la salute e la vita di tante famiglie, fra cui ci sono tanti bambini, per dei soldi che di certo non si porterà nella tomba. Caro signore faccio un atto di coraggio, rescinda il contratto con il gestore le centinaia di famiglie del quartiere Marconi le saranno grate per sempre. Ascolti questa voce amica . Mi creda, perderà 30.000 euro dalle sue casse, ma guadagnerà la stima e la riconoscenza di tutti. Diversamente non vedo un grande futuro neanche per lei.”
(Francesco Grandi)