Imola. Più che preoccupare fanno riflettere le parole di padre Luigi Ceresoli, parroco della chiesa del Piratello: “L’omosessualità come una malattia? Non lo dico io, l’ha sostenuto l’Onu per diversi anni”. Fanno riflettere sia i laici che i cattolici, tanto che anche tra i parrocchiani c’è chi si è indignato, perché danno una visione di una concezione ormai fuori dal tempo e dal mondo, ma che continua a persistere in un mondo come quello della chiesa che non è certo estranea a questi fenomeni.  “Grazie al fenomeno della secolarizzazione, quindi grazie all’istruzione e alla diminuzione della diffusa ignoranza che allontana finalmente l’uomo dal comportamento sacrale e al dogmatismo senza senso, il potere politico della Chiesa pur se lentamente, diminuisce inesorabilmente – afferma Roberto Vuilleumier, delegato Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) per Imola e Castel San Pietro -. Fuori tempo più che fuori luogo sono quindi le dichiarazioni del ‘parroco ignorante del Piratello’ che avrebbe fatto quasi meglio, visti i 30 anni ormai passati dalla presa di posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (non dell’Onu!) che ha tolto l’omosessualità dall’elenco dei disturbi comportamentali, a citare semmai i periodi in cui il cristianesimo bruciava vivi i cosiddetti sodomiti”.

Come il razzismo, l’omofobia si può manifestare con atteggiamenti negativi, insultanti e discriminatori che possono arrivare alla violenza o incitarla, magari subdolamente. “Il nostro Paese a riguardo è rimasto indietro non per dimenticanza, ma proprio per via della forza politica della Chiesa e pur introducendo con la legge Mancino ‘Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa’ si è ‘dimenticata’, per così dire, delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Una legge anti-omofobia servirebbe a questo Paese, per ‘curare’ invece i gravi comportamenti discriminatori anche degli esponenti della Chiesa, che non si limitano a raccontare ‘storie’ fantastiche ma che tentano di farle passare per vere a ogni costo, ‘pur calpestando la dignità umana’. La vera vergogna, al di là delle fantasie di questi parroci, sta negli insegnamenti omofobici ai bambini che avvengono durante l’ora di religione e durante il catechismo anche da loro preposti ‘appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, poiché la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati’ e sono dunque contrari alla legge naturale (benché l’omosessualità sia riscontrabile in natura anche in centinaia di specie animali diverse). Mentre come al solito, chissà perché, la politica latita”.  

“Fra pochi giorni molte persone manifesteranno nel nome di Alfredo Ormando che, il 13 gennaio 1998, si immolò con la benzina in piazza San Pietro per protestare contro l’omofobia nella Chiesa di Roma – sottolinea Daniele Barbieri -. Ma al di là del contesto storico c’è da considerare il contesto globale nel quale si inseriscono le parole di padre Cerasoli. Davvero papa Francesco vuol portare novità nella Chiesa cattolica? E’ presto per dire se alle parole seguiranno i fatti ma in molti segnalano (vedi l’agenzia Adista e Luca Kocci su ‘il manifesto’ del 29 dicembre 2013) che il questionario sulla famiglia, voluto dal Vaticano, si è arenato fors’anche per un boicottaggio organizzato dall’ala più reazionaria delle gerarchie. Di certo il papa precedente ha alimentato l’omofobia nella Chiesa con dichiarazioni quasi quotidiane mentre le gerarchie fingevano di confondere pedofilia e omosessualità anche creare una cortina fumogena dietro la quale nascondere i molti e gravissimi crimini sessuali all’interno di seminari e parrocchie che in alcuni casi hanno avuto complicità esplicita in una parte del Vaticano. Infine c’è un contesto locale. Sarebbe doveroso che la politica imolese prendesse posizione contro le offensive dichiarazioni di padre (buffo chiamare padre chi fa voto di castità) Ceresoli ma certo non accadrà in una città dove sempre più forte è l’abbraccio di Comunione e Liberazione con il Pd per garantire voti, affari e ipocrisie etiche”.

Sulla vicenda il centro sociale autogestito “Brigata 36” ha prodotto un volantino che verrà distribuitodomenica 5 gennaio davanti alla chiesa del Piratello. “Considerare l’omosessualità una malattia mentale e continuare a negare i diritti civili delle coppie non eterosessuali sono assurdità, e il vero problema è chi dimostra un’ignoranza spiazzante propagandando idee bigotte e omofobe – si legge nelvolantino -. Considerare omosessuali, lesbiche, bisessuali e trans persone malate da curare, non riconoscendo al tempo stesso la possibilità di esistere a famiglie che non siano composte esclusivamente da un uomo e una donna, è un messaggio tanto folle quanto potrebbe essere il considerare anche l’omofobia una malattia curabile con medicinali: per sottolineare questa insensatezza stiamo distribuendo simbolicamente un farmaco chiamato ‘Anticoncettomofobia’, che non ha effetti collaterali e, confidando nell’effetto placebo, permette una visione dell’umanità priva di concetti omofobi e retrogradi. Ci chiediamo infine se la posizione di padre Ceresoli sia condivisa anche dagli altri esponenti della Curia imolese, non essendo – a quanto ci risulta – pervenuta nessuna presa di distanza”.

Presa di posizione anche del Prc che “rigetta con sgomento le affermazioni profondamente omofobe di Luigi Ceresoli, parroco della chiesa del Piratello. Ci pare chiaro che affermazioni come queste siano espressione di oscurantismo religioso e di una visione retrograda e omofoba del mondo, che non lascia spazio ad interpretazioni e a cui ci opponiamo nettamente. Questa ignoranza, che è la stessa che nega la possibilità di esistere a famiglie che non siano composte esclusivamente da un uomo e una donna e nega i diritti civili delle persone omosessuali, transessuali e bisessuali, ci pare in aperto contrasto con quello che dovrebbe essere il messaggio della fede, ossia dell’amore e della fratellanza, cosa sostenuta anche dagli stessi che si sbilanciano in posizioni davvero vergognose come questa.                                                                                       
Se a lenire la nostra indignazione vi è il fatto che ad essere urtati dalle posizioni del prete siano stati molti degli stessi fedeli, uno dei quali ha espresso il suo sgomento tramite una lettera alla stampa, siamo costretti a registrare che, da quanto ci risulta, non vi sia stata ad ora nessuna presa di distanza ufficiale da parte della Curia e che ciò possa difficilmente essere soltanto una dimenticanza. Proprio per questo domani anche noi saremo davanti alla chiesa del Piratello al picchetto contro l'omofobia”.