Imola. C'è il carbone nella calza che la Befana ha portato al sindaco Daniele Manca. A portarlo è Fornace Viva, forza politica vicina a Cielle nella variegata maggioranza di centrosinistra, che bacchetta sonoramente il sindaco e la giunta (specialmente dopo il rimpasto) colpevoli di non aver ascoltato la voce dei cittadini su diversi argomenti. “E’ il caso delle nuove varianti di aree passibili di edificazione – viene scritto su un comunicato stampa firmato dalla lista -. Uno dei punti salienti del programma di Fornace Viva riguarda il recupero e la riqualificazione delle residenze, oltre che delle strutture industriali esistenti, con interventi edilizi a impatto zero. Pensare, con migliaia di appartamenti tra sfitti, invenduti e potenzialmente edificabili ad Imola, di lottizzare nuove aree ci sembra non opportuno e inspiegabile oltre che in palese contraddizione con il programma elettorale. La pressoché totale assenza di condivisione del percorso che ha portato a questa decisione non fa che confermare un modo di gestire il bene comune che non deriva da un confronto costante e costruttivo con i cittadini, prima che le decisioni vengano assunte. E’ il caso delle nomine delle aziende partecipate e del rimpasto dei nuovi assessori, dove le scelte, alcune anche giuste, non sono state comunque condivise non per una spartizione di poltrone, che non ci riguarda, ma per quel doveroso principio di confronto che deve fare parte di ogni coalizione di maggioranza”.   

Dunque la Fornace dice di non volere poltrone, ma denuncia i metodi del sindaco, finendo però sempre a parlare della sanità, tema che evidentemente sta molto a cuore al medico e unico consigliere comunale della Fornace Romano Linguerri. “Siamo pienamente consapevoli di quanto sia difficile reperire competenze in grado di gestire ruoli e compiti oggi molto più difficili a causa della grave carenza di risorse, ma se non si creano le condizioni perché i cittadini comprendano e condividano scelte a volte anche obbligate, qualsiasi decisione viene vissuta come un' imposizione – conclude il comunicato -. E’ il caso del comparto della sanità, dove progetti di riorganizzazione di alcune unità operative avviati dall’azienda, che la direzione aveva già anticipato sui mass-media e sui quali Manca ci aveva manifestato consenso, sono stati sospesi o fortemente ridimensionati dalla stessa dirigenza aziendale. Quella stessa dirigenza che ci era stato assicurato avrebbe lavorato per rivalorizzare le risorse professionali e le eccellenze nuove ed esistenti con il mantenimento di un’autonomia di sostanza e non di facciata proprio grazie al rafforzamento dell’efficacia e dell’efficienza di alcuni settori. Il progetto che si vuole fare invece passare, e a cui ci opporremo fermamente, porterà solo ad una totale subordinanza nei confronti di Bologna e a una probabile fuga, come già avvenuta in passato, di buona parte delle figure professionali di eccellenza che lavorano nell'ospedale Nuovo, con tutte le conseguenze di decadimento dei servizi che colpiranno la città e il circondario”. Ed ecco che anche il tema della Città metropolitana, visto con favore dal sindaco, provoca le critiche di Fornace Viva che, per ora, fa sentire forte la sua voce ma che potrebbe pure in futuro decidere forme di protesta più eclatanti.