Caro direttore,
riguardo l’elettrosmog causato da ripetitori di telefonia mobile, la popolazione si è trovata , senza preavviso , di fronte a una situazione già prefigurata e decisa senza possibilità di difesa. È nato il Comitato via Volta via Andreini molto attivo e che sta facendo tutto il possibile! L’associazione “Comitato a tutela dei diritti” sta preparando un esposto alla Procura e altri ancora faranno altrettanto: malgrado le ampie rassicurazioni avute, è certo che l’elettrosmog uccide.

Lo dice una signora che ha visto una ecatombe nel condominio dove abita e intorno a casa sua, lo dicono oltre 50 medici e mrofessori che, dopo aver studiato il problema, hanno sottoscritto un appello mondiale a Friburgo… lo dicono esperimenti condotti in vari laboratori del mondo intero. Basta andare su internet e cercare: “danni telefonia mobile” e vi si apriranno infinite pagine di relazioni, filmati, esperienze che di solito vengono taciute… come si è taciuto per 100 anni sui danni del fumo… venti anni sui danni della radioattività… venti anni sul colpevole inquinamento della “terra dei fuochi” perché, quando girano soldi, non si deve dire che una cosa fa male alla gente.

Perfino importanti multinazionali della telefonia hanno commissionato e finanziato studi per poi chiudere in cassaforte i risultati che hanno avuto. Si è stabilita una soglia di rischio in “ 6V/m ovvero sei Volt per metro”, altri Paesi hanno stabilito 3V/m, ma in base a quali studi o esperienze è stato fissato il valore?   
Le rassicurazioni di controlli periodici, non possono rassicurare nessuno perché vengono fatti facendo la media dei valori su un arco di tempo, come se il nostro corpo fosse programmato per fare la media.
Su quali esperienze, su quali studi si basa questa metodologia?  Luigi Einaudi diceva: “Conoscere per deliberare” e il ministro Gasparri (titolo di studio, licenza di Liceo classico) senza perciò precise cognizioni tecniche, ha dato ai gestori di telefonia la più ampia libertà ma ancora non bastava perché nell’articolo 14 del Dl 179/2012 il periodo di tempo delle misurazioni, è stato cambiato.
Non più la media dei sei minuti di maggior emissione giornaliera ma la media dei valori delle 24 ore!

Provate a bere due litri di vino in sei minuti, il vostro organismo dovrebbe “spalmarlo” sulle 24 ore: non dovreste ubriacarvi e nemmeno risultare positivi all’alcool test! Ma, se durante un picco di esposizione, una sola cellula dell’organismo “impazzisce”, il male procede da solo anche se si va a vivere in una foresta… e non esiste nessuno, al mondo, in grado di smentire questo.

Dovrebbe essere il Comune a fare esposti alla Procura e arrivare fino al Tribunale di Straßburg per far esplodere questo bubbone mondiale: la concentrazione di malattie e di morti nelle zone a rischio, non può essere casuale come non lo possono essere i risultati degli studi e esperienze di laboratorio fatte, fino ad oggi, in tutto il mondo!
Il trincerarsi dietro a leggi riconosciute pericolose per la salute dalla comunità scientifica mondiale, non fa altro che aumentare il danno e ritardare di qualche anno lo scoppio di un bubbone che sta emergendo velocemente.
È brutto doverlo dire ma solo il numero dei morti, prima o poi, riesce a convincere!

(Gian Franco Bonanni, presidente Comitato a tutela dei Diritti)