Imola. I cittadini del quartiere Cappuccini hanno vinto la loro battaglia. 1.600 firme e diverse assemblee hanno significato qualcosa anche per un sindaco che pochi giorni fa, di fronte alle critiche di un pezzo della sua maggioranza, Fornace Viva, aveva ribadito “nessun errore, avanti tutta”. Così via Kolbe non sarà edificata e “se ne rilancia l’utilizzo pubblico”. Restano invece le case in via Zara e via Montericco. Come mai due pesi e due misure? Anche perché quelle due aree sono gli unici polmoni verdi di quelle zone. Una marcia indietro che sa tanto di tentativo di scambio, ma come sarà preso dai residenti di quelle aree?

“Per quanto riguarda l’area di via Kolbe, la Giunta ha verificato l’opportunità di ritirarne l’edificabilità e di spostare la stessa su un’altra area, a partire da quelle già previste dal Psc adottato” – si legge nel comunicato della Giunta comunale -. Dal punto di vista operativo, la Giunta procederà dunque alla presentazione di un’auto osservazione alla Variante adottata e, una volta individuata l’area alternativa, si darà luogo alla permuta con Sicim, per salvaguardare il progetto di valorizzazione dei beni comunali non strategici al fine di reperire risorse da destinare alla manutenzione e cura della città. Si tratterà in ogni caso di un’operazione di completamento di un’area già destinata ad edificabilità della maglia urbana. I nuovi interventi di edificazione dovranno in ogni caso caratterizzarsi per l’uso di bio-tecnologie, materiali e criteri di costruzione a bassissimo impatto ambientale”.

In pratica con queste righe si annulla l’esito dell’asta che poche ore prima aveva visto la ditta Sa.Mi.Ro Costruzioni Srl con sede a Pontecchio Marconi, ma presenta anche a Imola con un ufficio, aggiudicarsi l “Area via Don Kolbe”, l’“Area di via Zara ” e l’“Immobile Ex Canile” di via Colombarotto 3. Per qualcuno un pasticcio, di certo ora è tutto da rifare.

Alla buon ora la Giunta ha anche preso atto della necessità di “avviare un confronto (con i cittadini del quartiere Cappuccini, ndr) per individuare comunque un uso pubblico dell’area verde. Si tratta, si ricorderà, di un’area che nulla ha a che fare con il parco pubblico di via don Kolbe, pur essendo adiacente ad esso, bensì di una porzione residuale di terreno, acquistato al Patrimonio successivamente agli interventi sulla rete viaria. Per questa la Giunta proporrà l’ampliamento della zona di sgambatura per cani o, in alternativa, una destinazione ad orti urbani, al fine di accentuarne la valenza sociale e di comunità”.
Che l’area non abbia “nulla a che fare con il parco pubblico di via don Kolbe” è un’affermazione ardita, fatta da chi probabilmente non conosce la zona e le sue dinamiche sociali, che si poteva evitare.   

In attesa di conoscere la nuova area che verrà data alla Sicim in cambio di via Don Kolbe, è però “confermata, in relazione alle aree di completamento di via Montericco e via Zara, la destinazione a edificabilità, in linea con la Variante già adottata. Anche per queste aree la Giunta promuoverà un incontro con il Forum e i cittadini interessati”. Meglio tardi che mai. Speriamo che sia una presa d’atto che non si può continuare sulla strada del no dialogo con i cittadini, anche se dialogare a decisione presa non si capisce bene a cosa serva.

Per addolcire ulteriormente la pillola ecco pronto un nuovo studio per “predisporre un progetto di riqualificazione dell’asse fluviale del Santerno, dal parco delle Acque Minerali a San Prospero, che consentirà di rendere fruibile ai cittadini l’intera area, con interventi per il benessere di tutte le fasce d’età. Per la realizzazione del progetto, l’Amministrazione agirà in stretto contatto con la Soprintendenza e si avvarrà della competenza dei migliori tecnici europei”. Una buona notizia, la speranza è che l’ennesimo progetto per un’area di pregio non resti poi sulla carta come altri di recente e vecchia memoria.  

(Valerio Zanotti)