Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al sindaco di Imola Daniele Manca.

Nel corso dell'ultima seduta della Commissione Autodromo, in risposta a domande da parte di consiglieri di opposizione, abbiamo ascoltato i dirigenti di Formula Imola evidenziare la non idoneità dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari nell'ospitare manifestazioni di auto a trazione elettrica: se ben ricordiamo si accennò alla presenza di forti salite e alla lunghezza del tracciato quali caratteristiche non ottimali per tale tipo di vetture.  Di seguito abbiamo avuto l'occasione di udire, dal Presidente degli albergatori Imolesi, parole e numeri esaltanti circa l'indotto apportato dall'autodromo alla città (un parere evidentemente maturato e mutato: non molto tempo fa lo stesso Presidente accennava ad un massimo di 800.000 € di incasso annuo da parte degli alberghi ma, si sa, le cose cambiano).

Ora apprendiamo da quotati organi di stampa che la Formula E (leggi elettrica) sta divenendo un fenomeno mondiale, con auto capaci di raggiungere la velocità di 100 km/ora in tre secondi con punte massime dell'ordine dei 225 km orari. La stessa FIA si fa promotrice di un campionato mondiale che vedrà i centri di alcune città protagonisti di queste manifestazioni e sponsor dai nomi famosi, gli stessi legati ora delle equivalenti gare con motori a scoppio: niente rumore, niente inquinamento. A Berlino si correrà nello spazio una volta occupato dall'aeroporto Tempelhof: via gli aerei e 400 ettari di spazio verde invasi ogni fine settimana da 50.000 persone, con barbecue, passeggiate, giornate sull'erba. (50.000 persone ogni week end, non 25.000 presenze anno come dal presidente Montanari).

Davvero noi intendiamo perseguire la strada dell'inquinamento acustico ed ambientale? Continuiamo nel ritenere corretto che in una sola giornata di noleggio pista si produca la stessa quantità di inquinamento risparmiata in un anno di “Pedibus”? Proseguiremo nella malsana idea che auto rombanti a pochi metri da numerose scuole siano propedeutiche all'istruzione dei nostri figli? Insisteremo nell'inseguire gli interessi del Selvatico Estense (editoria motociclistica) o valuteremo diversamente gli interessi ed il bene della città? Arriveremo anche questa volta in ritardo nell'evoluzione della società e dell'economia inseguendo pratiche motoristiche destinate a scomparire? Ci produrremo nella Motor Valley o saremo capaci di ipotizzare una Elettric Valley? Cercheremo di far si che il nostro sguardo vada un po' oltre la punta del nostro naso?

Noi auspichiamo risposte una volta tanto diverse e innovative circa il perpetuarsi di ritornelli logorati dal tempo e dai costumi: la distruzione di spazi verdi destinandoli alla cementificazione non ci fa sperare in bene e la messa in opera di antenne destinate alla telefonia mobile sicuramente dannose per la salute dell'uomo (vedasi “La mortalità per neoplasia e stazioni base di telefonia cellulare nel comune di Belo Horizonte, stato di minas Gerais, Brasile” -http://www.icems.eu/docs/resolutions/Porto_Alegre_Resolution) ma la speranza è l'ultima a morire.  

(Cittadini per un autodromo diverso)