Imola. Per ora sul tema scottante delle antenne, il 15 gennaio le forze politiche presenti in consiglio comunale hanno votato all'unanimità un documento piuttosto generico. Ma le cose potrebbero cambiare nel giro di poco tempo perché ci sono già oltre 1200 firme di cittadini fortemente contrari all'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile probabilmente in via Andreini e soprattutto nel quartiere Marconi, fulcro della protesta.

Per ora, nell'aula di piazza Matteotti è passato un documento che chiede alla giunta di prevedere un Piano Antenne. La discussione ha messo in evidenza la volontà di tutti i gruppi di tutelare la salute dei cittadini costruendo un Piano che abbia obiettivi chiari. Il Movimento 5 stelle, nel corso del dibattito, ha accettato di ritirare il proprio documento per approvare quello proposto dalla maggioranza (Pd e Fornace viva), la quale a sua volta ha accettato alcuni fondamentali emendamenti dei pentastellati al testo.

In particolare la mozione chiede che il Piano abbia come obiettivi: “La localizzazione delle antenne presenti nel territorio integrata a rilievi sui valori elettromagnetici presenti prodotti dagli impianti per la telefonia mobile (srb) sia utilizzando i dati dichiarati dai gestori sia effettuando un monitoraggio di campo elettromagnetico. La seconda richiesta è di ìindividuare la miglior localizzazione possibile al fine di minimizzare i livelli di emissioni elettromagnetiche, rispettando i luoghi “sensibili” e assicurando agli utenti della telefonia la miglior copertura e la terza di tutelare il paesaggio e l’ambiente tenendo insieme le esigenze degli utenti con i criteri di sostenibilità”.  

Nella mozione si chiede inoltre alla giunta “di condividere assieme al consiglio comunale le finalità e le modalità che andranno recepite negli obiettivi del Piano stesso, di prevedere negli strumenti previsti dal futuro Psc le modalità di programmazione e localizzazione degli impianti per la telefonia, di informare il consiglio comunale e i forum cittadini (o eventuali organismi di partecipazione successivi ai forum) sulle scelte fondamentali del nuovo regolamento e, alla fine del percorso di monitoraggio, i risultati del monitoraggio stesso, di verificare la possibilità di arrivare a un sistema alternativo di trasmissione dati che sfrutti la fibra ottica con la quale è stato cablato il tessuto urbano compatibilmente con la normativa vigente; di sollecitare il Parlamento chiedendo una verifica e un aggiornamento legislativo che abbassi i limiti di esposizione dell’elettromagnetismo per la popolazione in una riforma che veda i Comuni chiamati al tavolo di riforma con Governo e Parlamento”.

I grillini hanno chiesto che nel documento venisse fugato ogni dubbio sul fatto che l'elettrosmog prodotto dalle antenne sia nocivo per i cittadini e che si ricerchi, nell'eventuale installazione, sempre il minor impatto ambientale tenendo gli impianti lontani da scuole e asili.

(m.m.)