Imola. La vendita dei saldi, anche in città, per ora procede a rilento per la disperazione dei commercianti. Su tale situazione, è intervenuto il Movimento 5 stelle: “Come cittadini dobbiamo renderci conto il prima possibile che il calo dei consumi, il calo degli investimenti sia privati che pubblici, i problemi nei pagamenti e le difficoltà di accesso al credito che registriamo nelle nostre attività, anche a Imola, sono problemi direttamente legati a scelte fatte molto lontano e ormai dichiaratamente incomprensibili sia per la stragrande maggioranza degli esperti che degli italiani. Di fronte all’evidenza che dobbiamo cambiare strada e in fretta, il 15 gennaio il M5S ha presentato in Parlamento una mozione per la revisione del Fiscal Compact, dando alle altre forze politiche la possibilità di cambiare una cura che ormai anche per gli economisti che fino a ieri la difendevano, porterà alla morte del paziente (l'Italia, ndr)”.

Ecco la sintesi del discorso tenuto alla Camera della parlamentare imolese del M5S Mara Mucci: “L’economia in fondo è semplice. Il PIL è composto da 4 voci: i consumi interni delle famiglie, gli investimenti delle imprese, la spesa pubblica e il saldo tra le esportazioni e le importazioni.  Ma se un’economia è in recessione come si fa a far crescere il PIL? Si chiede alle famiglie di aumentare i consumi? No, perché chi è in cassa integrazione o peggio ha perso il lavoro non ha i soldi per farlo. Si chiede alle imprese di aumentare gli investimenti? No, perché senza prospettive di ritorno è inutile buttare soldi. Si chiede alle aziende esportatrici di esportare di più? Se hai una tua moneta tua che rispecchia la forza della tua economia puoi farlo e il suo valore verrà aggiustato dal mercato. Se invece sei stato talmente geniale da adottarne una che rispecchia la forza di un’economia più robusta della tua, puoi sperare solo in ciò che in pubblico pudicamente definisci “riforma del mercato del lavoro” o magari “job act” se sei più cool, ma che tra amici molto più sinceramente dovresti chiamare “macelleria sociale”.  A questo punto l’ultima voce per tentare di aumentare il PIL è la spesa pubblica, che se tu fosti uno stato sovrano dotato di sovranità fiscale potresti usare per far ripartire consumi e investimenti, ragionevolmente certo che in una situazione di eccesso di offerta e lontano dalla piena occupazione questo non scatenerebbe la tanto temuta inflazione-tipo-repubblica-di-Weimar-dove-il-pane-ti-tocca-andarlo-a comprare-con-una-carriola-piena-di-monete.  Se invece sei stato talmente geniale da legarti mani e piedi ad un accordo chiamato Fiscal Compact dove per i prossimi vent’anni dovrai addirittura tagliare le tue spese pubbliche di 50 miliardi di euro ogni anno per ridurre il tuo debito fino al 60% del rapporto debito/PIL, allora significa che non hai più speranze. Non solo, persuaso di aver vissuto sopra le tue possibilità e convinto di dover fare ammenda da qui al 2034, per colpa di una roba strana chiamata “moltiplicatore keynesiano” il tuo sforzo eroico prevedibilmente si tradurrà in un calo del PIL ancora maggiore del taglio alle spese che hai attuato, cosa che beffardamente non solo renderà inutile la tua virtuosa penitenza, ma addirittura getterà il tuo rapporto debito/PIL  in un abisso ancor più profondo”

Per la cronaca Pd, Nuovo centrodestra, Forza Italia, Udc e lista Monti hanno  votato contro, mentre nella discussione l’altro parlamentare imolese (Daniele Montroni del Pd, ndr), che da inizio legislatura non ha mai parlato in aula, coerentemente, ha continuato nel suo dorato mutismo.