Imola diventerà sempre più verde? La Giunta comunale nei giorni scorsi ha annunciato che  predisporrà un progetto di riqualificazione dell'asse fluviale del Santerno da Imola fino a San Prospero e si avvarrà  della competenza dei migliori tecnici europei. Ricordando il progetto del nuovo ponte sul Santerno, o la Bretella o lo scalo merci e magari anche l’Osservanza, valutando che il nuovo progetto è soltanto agli albori, ragionevolmente posso pensare che la sua realizzazione avverrà forse, se mai avverrà, a lungo termine.

Intanto il parco delle Acque Minerali muore. Nello spot ambientalista della Giunta non un cenno a ciò che si potrebbe mettere in pratica subito: la riqualificazione del parco delle Acque Minerali che dall’autunno passato evidenzia una situazione desolante di degrado con frane e sentieri sbarrati, in particolare nella suggestiva area del Castellaccio.

Dispiace che da parte della nostra amministrazione ci sia così scarsa sensibilità verso un valore che la Costituzione  riconosce  all’articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Anni fa (1993/94) furono spesi soldi pubblici in una ricerca intitolata “Imola e il fiume”. Vi collaborarono pedagogisti e geologi dell’Università di Bologna, oltre a tecnici e operatori del Comune. Lo studio approdò a una pubblicazione in cui veniva lanciata e motivata una proposta  di riqualificazione dell’intera area  tra il lungofiume e il parco delle Acque Minerali in una visione d’insieme del verde imolese. Qualcuno ricorda?

Di lì a poco  (maggio 1994) ci fu l’incidente con la morte di Ayrton Senna. Nell’imminenza delle elezioni amministrative dell’aprile 1995 il sindaco De Brasi si lanciò in una corsa per recuperare l’agibilità del circuito per la formula 1. Ne uscì una specie di baratto: sacrificare una parte  storica delle Acque Minerali per ridisegnare la pista, in cambio di un promesso ampliamento del parco. Ma in luogo dell’ampliamento ci fu un semplice riallestimento. Chiedo al sindaco Manca se oggi ci troviamo nella stessa situazione, di barattare la morte di  un parco storico subito con un parco fluviale che forse si realizzerà .

(Eddi Dolcetti)