Ravenna. Chissà, si chiede Ivan Simonini,  l’editore del libro “Il testamento tradito” se oggi verrebbe mai in mente ad un benefattore come il conte Galletti Abbiosi di affidare un lascito alle ospiti dell’omonimo orfanotrofio.

La risposta, a giudicare dalle testimonianze emerse durante la presentazione del volume, è sicura. Non ci penserebbe nemmeno.

Soprattutto perché chi doveva garantire la fedeltà alle indicazioni testamentarie ha fatto ben altro. La Curia esce malconcia da questa vicenda, ma anche le istituzioni laiche non hanno brillato per coraggio e compassione.

Infatti quando le eredi delle Orfanelle hanno scoperto che anche a loro toccavano dei beni sono sì andate davanti ad un giudice, ma la giustizia ha risposto in maniera un beffarda: siete nel giusto ma è passato troppo tempo, quindi le vostre ragione sono parole al vento che nulla valgono.

Anzi già che ci siete vi ricordiamo che dovete pagare le spese legali (una cifra decisamente alta). Chi ha protestato (magari in modi un po’ esuberanti) si è vista arrivare subito dalle istituzioni una promessa/minaccia di querela.

Ma la storia continua, un piccolo gruppo ha deciso di continuare la battaglia legale e crediamo che sia giusto conoscere questa vicenda in tutte le sue parti.

Non dimentichiamoci che, come ha scritto Cristina Rizzi, le “Orfanelle sono state bambine sulle quali fu usata violenza fisica e psicologica, facendo loro mancare cibo, igiene, affetto e protezione. Oggi scoprono di avere dei diritti e che ci sono state delle persone e delle Istituzioni, le più importanti della città, che avevano l’obbligo di tutelarle e che invece non l’hanno fatto.”

Ne riparleremo

 

(michele zacchi)