Imola. Proliferare di antenne nelle nostre città, presenza di fabbriche che emettono sostanze nocive, luoghi contaminati da sostanze tossiche: temi che toccano tutti e che sono molto più vicini a ciascuno di noi di quel che si pensa. E ancora quali strumenti ha il cittadino per salvaguardare la propria salute e quella della comunità in cui vive? Lo sviluppo economico è compatibile con la vita delle persone? Due incontri, organizzati nell’ambito delle iniziative di “Oltre La Siepe. La salute mentale è un diritto di tutti, anche il tuo”, sono in programma venerdì 24 gennaio. Parteciperanno Marco Revelli (docente della facoltà di Scienze politiche dell'università del Piemonte Orientale), Annamaria Moschetti e Paola D’Andria (Comitato “Donne per Taranto”), Adelaide Conti e Concetta Gualato (comitati siciliani “No Muos”), Michela Padovani (biologa ricercatrice presso l'Istituto di ricerca B. Ramazzini di Bologna), Carla Lamieri (presidente sezione soci di Imola dell’Istituto di ricerca B. Ramazzini). La mattinata, condotta da Valerio Zanotti, direttore di www.leggilanotizia.it, sarà dedicata agli studenti delle scuole superiori, dalle 9 alle 13 al teatro Osservanza. Nel pomeriggio, con il giornalista Daniele Barbieri come moderatore, a cura delle associazioni Trama di terre, Eppur si muove, con la collaborazione del Dsm/Dp Ausl Imola, appuntamento al centro sociale “La Stalla” (via del Serraglio 2/b), dalle 18 alle 20.30.

“La gente non è suolo ma semente: beni comuni e cittadinanza attiva – la salute e la vita al di sopra di tutto”, è il tema che verrà sviluppato cercando di capire quali sono i possibili rischi per la salute e l’ambiente dovuti allo sviluppo delle telecomunicazioni e delle tecnologie, a cieche politiche industriali che hanno dato luogo alle cosiddette “fabbriche della morte”, o a piani militari che prevedono l’installazione sul nostro suolo di potentissime antenne in grado di comunicare con i satelliti geostazionari. Emblematici i casi dell’Ilva di Taranto e del progetto Muos (Mobile user objective system: un sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense) avviato a Niscemi in Sicilia: situazioni di cui racconteranno i rappresentanti del comitato “Donne per Taranto” e dei comitati siciliani “No Muos”, con il parere di esperti nel campo della ricerca contro il cancro e nell’analisi di fenomeni di partecipazione “dal basso” a difesa della propria salute.
Sarà presente inoltre Marco Revelli, docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi del Piemonte orientale, autore di libri sulla crisi attuale del sistema di rappresentanza dei partiti tradizionali e sullo sviluppo di nuove forme di partecipazione del cittadino alla vita politica del Paese.
Con Michela Padovani, biologa ricercatrice presso l'Istituto di ricerca B. Ramazzini di Bologna, attivo nella ricerca contro il cancro, ci si soffermerà in particolare sui possibili effetti negativi delle onde elettromagnetiche sulla salute delle persone: un argomento di grande attualità particolarmente sentito dai cittadini anche nel nostro territorio.


I relatori

Marco Revelli, titolare delle cattedre di Scienza della politica, Sistemi Politici e Amministrativi Comparati, Teorie dell'Amministrazione e Politiche Pubbliche presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale. Ravelli è studioso e attento osservatore dei fenomeni partecipativi e di rappresentanza diretta messi in campo dai movimenti di base che promuovono la cittadinanza attiva a difesa dei beni comuni.

Annamaria Moschetti, responsabile per “Ambiente e salute infantile” dell’associazione culturale “Pediatri Puglia e Basilicata” e Paola D’Andria, presidente Ail (Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma) Taranto, entrambe del “Comitato Donne per Taranto”.
L’azione del Comitato Donne per Taranto è tesa a:  mettere fine all'agonia di Taranto, una città devastata da una cieca politica industriale, agendo al di fuori dei partiti e dei sindacati; introdurre elementi di chiarezza attorno ad una questione difficile che ci riguarda tutti, acquisendo elementi di conoscenza direttamente da testimoni esperti e ponendo al centro “la salute e la vita al di sopra di tutto”; dare ai cittadini elementi di consapevolezza sulla questione sanitaria correlata alla presenza dell’Ilva in città, affinché le persone si riapproprino della capacità di controllare ed orientare i processi che governano l’utilizzo dei beni comuni.

Adelaide Conti, portavoce dei comitati “No Muos” Sicilia e Concetta Gualato, componente del comitato “Mamme No Muos” di Niscemi, ex presidente dell’organizzazione.
I comitati siciliani “No Muos” hanno deciso di organizzarsi contro la presenza di antenne sul loro territorio e l'istallazione di nuove nell’ambito del progetto Muos all'interno della riserva naturale, a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi. Una battaglia, quella dei cittadini di Niscemi, a difesa del diritto alla salute dei loro figli, dei cittadini tutti e dell’ambiente, che si collega al rifiuto di far diventare quel territorio e la Sicilia tutta un pericoloso obiettivo militare vista l’importanza strategico/militare del programma.

Michela Padovani, Biologa ricercatrice presso l'Istituto B. Ramazzini di Bologna (Cooperativa Sociale Onlus) e Carla Lamieri, presidente sezione soci di Imola dell’Istituto di Ricerca B. Ramazzini.
L’Istituto di Ricerca Ramazzini da oltre vent’anni è impegnato nella ricerca contro il cancro e si occupa di individuare sostanze cancerogene pericolose per l'ambiente e la salute dell'uomo. Tra le ricerche che hanno condotto e stanno conducendo c’è quella sugli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute delle persone. Un tema di grande attualità molto sentito dai cittadini che chiedono chiarezza e un’informazione puntuale circa le possibili ricadute delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute e sulla loro possibile cancerogenicità.