Imola. Nella giornata di venerdì 24 gennaio, in mattinata al teatro Osservanza per i ragazzi delle scuole medie superiori e nel pomeriggio presso il centro sociale La Stalla aperto a tutti, è stato proposta un'identica serie di documentazioni, interventi e filmati su vari temi di grande attualità. Gli argomenti trattati, per importanza e gravità non possono di certo essere considerati di secondaria importanza: l'amianto in quel di Casal Monferrato, la Tav in Val di Susa, l'Ilva di Taranto e Muos nei pressi di Niscemi, vicino a Taranto. Gli argomenti trattati hanno molti aspetti in comune, ma senza dubbio alcuno due di questi aspetti sono di particolate rilevanza: la salute pubblica e la discordanza tra la scelta politica e la popolazione locale.

I documenti presentati dai relatori, i filmati, le foto e i pareri di specialisti nelle varie materie e tecnologie fanno davvero riflettere: decine di anni per riconoscere la pericolosità dell'amianto e tremila morti per arrivare alla condanna dei colpevoli, un tunnel di 56 chilometri sotto una montagna ricca di amianto e di materiali radioattivi (uranio: dove lo metteranno in sicurezza?) mentre il trasporto merci su quella tratta si è ridotto al 15% di quanto stimato all'epoca del progetto (noi tutti eravamo molto più giovani!), un'acciaieria localizzata a pochi metri da una città che avvelena terra, aria ed acqua senza produrre nulla per la città stessa se non costi che superano i ricavi, menzogne e lungaggini inspiegabili e l'unica certezza di creare un'immensa ricchezza in una famiglia ora indagata, accordi internazionali che prevedono la costruzione di una centrale capace di lanciare nello spazio fasci di onde che se assorbite da un essere umano morirebbe in pochi secondi in previsione di una futura guerra combattuta da aerei senza pilota, i droni, molto più ubbidienti di certi piloti che potrebbero anche rivelarsi “disubbidienti” (De Andrè è ancora tra di noi con le sue belle canzoni di denuncia della stupidità umana). Tutto ciò, ovviamente, all'insegna di interessi nazionali superiori (a chi?), ragioni di alta economia non comprensibili (di recente ho udito una quasi analoga affermazione da parte di un giovanissimo assessore del nostro Comune…) ai comuni cittadini e motivazioni complesse di organizzazione e previsione di futuri bisogni ed impieghi.

Sta davvero presentandosi come urgente la necessità di comprendere a fondo la validità di tali iniziative, la loro convenienza reale per la società, l'equilibrio tra attività e salute, in una parola la vera qualità della vita. Dai relatori che ci hanno presentato il loro lavoro di ricerca e di denuncia abbiamo appreso che tutti questi fenomeni economici, strategici ed industriali sono risultati costellati di menzogne, false priorità, superficialità, diffusione di notizie non vere, interessi privati ben lontani da interessi di carattere generale e, a compimento, disastri ecologici che hanno presentato e presenteranno conti salatissimi (il termine esatto sarebbe “inumani”) per tutti noi. Altro aspetto decisivo che occorre rilevare nella denuncia è la certezza che, se pur lontani (per nostra fortuna ma del tutto casuale) da tali catastrofi passate, presenti o futuribili, noi siamo a contatto con una realtà politica, sociale ed economica della quale ci troviamo oramai costretti a diffidare. Troppe volte abbiamo colto in fallo amministratori pubblici e politici, mega direttori o responsabili di strutture di importanza nazionale per non veder sorgere in noi il dubbio: ma sarà vero quello che dicono? quello che scrivono? quello che affermano?

La stretta somiglianza tra gli accadimenti nazionali e quelli locali, pur nella dovuta momentanea proporzione, non deve sfuggirci e deve risvegliare in noi la prioritaria, indispensabile e fattiva attenzione. Promesse elettorali di indiscutibile valore ecologico come il basta alla cementificazione vengono prontamente dimenticate al primo apparire di bisogno finanziario in totale assenza di auto-denuncia di altre canalizzazioni con notevoli quantità di denari pubblici spesi molto male o perduti in attività senza futuro, cessione di spazi pubblici alla localizzazione di emissioni di onde potenzialmente pericolose per i cittadini in seguito, anche in questo caso, a doveroso inchino ad interessi e regolamenti nazionali superiori (interessante leggere su giornali locali che tali attività poi possono essere realizzate su proprietà private e in questo caso non ci si può far nulla!), incenso a piene mani su una discarica per i rifiuti urbani il cui costo e rendimento se paragonato ad una gemella distante pochi chilometri appare quanto meno bisognoso di revisione ed attenzione, strutture di cogenerazione additate come una manna per i contribuenti che, a conti fatti, generano costi più alti delle decisamente più piccole caldaie private e per finire, ma non da ultimo, l'incessante invadenza di uomini politici più o meno dismessi all'interno di ruoli e attività di carattere decisionale all'interno di strutture economiche, sociali, mediche e chi più ne ha più ne metta.

D'altro canto, sarebbe risultato impossibile l'insano sfruttamento dell'amianto all'interno di un prodotto edile come l'eternit in presenza di una politica socio-salutare degna di questo nome, non sarebbe stato pensabile lo sviluppo di un'impresa come l'Ilva di Taranto, con tutto ciò che di tragico ha determinato, in assenza di una politica accomodante ed “amica”, e i lavori della Val di Susa sarebbero messi in discussione se tra gli imprenditori interessati all'opera non vedessero tra gli interessati anche le lunghe mani della famiglia Ligresti (ma non sono agli arresti ed indagati per malaffari ed altro?)? Sono domande pesanti, gravi ed incalzanti all'interno di un momento socio politico nel quale molti di noi si ritrovano a non poter condividere, con altri a loro vicini, il piacere minimo di una vita dignitosa e sono costretti a vedere tutto attorno a loro individui coperti di vestiti firmati, all'interno di auto di lusso, proprietari di abitazioni che sono presenti unicamente nei loro sogni, di tanti ben sistemati e protetti all'interno di strutture decisionali che, troppe volte ormai, hanno contribuito a determinare tale malessere in seguito a decisioni errate, insensate, dannose per la comunità e fallimentari.

Appare ancora più grave l'aspetto che in presenza di tale incontrovertibile realtà, la classe dominante politica ed amministrativa sia ben arroccata nella difesa ad oltranza di questo stato di cose e non sono parole mie, ma quelle di un novello segretario politico di uno dei grandi partiti nazionali (Renzi e il Pd), quando afferma (una delle poche cose che con lui condivido) “attenti che questo è l'ultimo treno poi verremo spazzati via …” che tradotte, alla lettera, stanno a significare “ne abbiamo combinate tante che se non ci diamo una regolata qua prendono i forconi”.
No! Non si tratta di prendere i forconi e chi lo fa o lo farà è ben lontano dalla mia, nostra, comune idea di democrazia, ma l'attenzione e la guardia alta in difesa dei nostri diritti, dei nostri inalienabili bisogni e dei nostri irrinunciabili valori deve essere attivata subito e con risolutezza. Un'altra bellissima ma tristissima realtà presente tra le parole di un'altra indimenticabile canzone di De Andrè affermava che “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti …” e lo ripeteva più volte quasi a rimarcare la colpevolezza di tutti noi nel ritenere sempre e comunque che spetti agli altri… State pur certi che nella vostra vita troverete sempre una mano disposta ad aiutarvi, si, in fondo al Vostro Braccio.

(Mauro Magnani)