Imola. I sindaci del Circondario hanno annunciato a loro presenza a Roma in occasione della mobilitazione straordinaria indetta dall’Anci per il 29 gennaio. “Andiamo a Roma per dire al Governo che deve cambiare strada – ha dichiarato il presidente del Nuovo Circondario Imolese, Daniele Manca, a nome dei sindaci -. Se non cambiano le politiche fiscali rischiamo di costruire i bilanci sulla sabbia e non è accettabile che i Comuni facciano gli esattori dello Stato. Vogliamo inoltre informare la gente, a costo di tappezzare tutti i muri, di come stanno le cose: qui sono a rischio il principio di fedeltà fiscale e il patto con i cittadini, che hanno il diritto di avere chiarezza su quanto e cosa devono pagare e per quali servizi”.

Gli amministratori imolesi condividono in pieno le motivazioni contenute negli ordini del giorno approvati dal Consiglio di presidenza nazionale dell’Anci il 16 gennaio e dal Consiglio regionale dell’Associazione dei Comuni riunitosi il 21 gennaio.

“Con la soppressione dell’Imu sulla prima casa senza che vi sia certezza immediata della copertura finanziaria del gettito da garantire ai Comuni – si legge in particolare nell’Odg del Consiglio regionale – il Governo è stato costretto, per il 2013, ad inventarsi la cosiddetta mini Imu, mentre per il 2014 l’introduzione di una nuova imposta sulle famiglie (Tasi) realizza il capolavoro di non aiutare i Comuni, determinando un minor gettito per loro, di penalizzare di più le case di dimensione e rendita catastale più bassa rispetto a quelle di maggior valore e di tassare anche chi paga l’affitto. Questo risultato è frutto del passaggio da un’imposizione sulla casa (Imu) che prevedeva un regime di detrazioni (200 euro per abitazione più 50 euro per ogni figlio a carico entro i 26 anni) ad un sistema (Tasi) che, pur avendo aliquote più basse, mancando delle detrazioni determina un’imposizione sperequata rispetto alle famiglie meno abbienti, oltre a far pagare famiglie che erano esentate negli anni passati dall’Imu, l’introduzione di detrazioni con un 2.5 per mille porterebbe ad un terzo l’entrata al Comune”.

Passando a qualche dato relativo al nostro territorio, ricordiamo che l’Imu abitazione principale ha rappresentato come gettito per i Comuni aderenti all’ufficio tributi del Nuovo Circondario circa 9 milioni e 600 mila Euro nel 2012 (anno di riferimento per il pagamento ai Comuni), mentre il gettito complessivo Imu per tutti gli altri fabbricati, comprensivo dei terreni agricoli per il 2012, è stato di circa 30 milioni di euro (ma i dati 2013, vista la mini Imu, sono ancora provvisori).