Spett. redazione,
siamo davvero dispiaciuti nell'apprendere che l'importante attività di educazione stradale (sempre gestita in modo impeccabile ed encomiabile dal corpo cittadino di Polizia municipale) sarà soggetta a restrizioni e quindi a riduzione di efficacia causa l'ormai scontato motivo della mancanza di fondi, e i genitori firmatari della denuncia di tale stato di cose hanno ben ragione a dolersene: la strada è pericolosa, anche dalle nostre parti.

Tuttavia sappiano i nostri concittadini che, come in tutte le cose, una contropartita esiste sempre, basta saperla cercare: come da invito da parte della direzione di Formula Imola, sarà sempre possibile, anzi motivo di orgoglio e soddisfazione, accompagnare le scolaresche dei nostri ragazzi a bordo pista, affinché possano avvicinarsi alla passione per i motori, per la velocità, per i bolidi da corsa (non costa nulla: paga Conami) e siano così in grado di emularli lungo le strade cittadine.

Il solo pensiero che per mancanza di fondi, i nostri bambini non potranno partecipare ad un’attività che aiuta a prevenire comportamenti rischiosi per la loro incolumità, ma saranno invitati a  visitare l’autodromo al fine di risvegliare la passione motoristica, evidentemente sopita negli imolesi, fa accapponare la pelle.

In verità  sarebbe bene capire, anche da parte dell’Amministrazione comunale, quali orientamenti culturali ed educativi si vogliono promuovere nella nostra città: se premere l’acceleratore sull’autodromo (in quel senso i più favoriti sono certamente gli allievi della scuola all’aperto di Montebello…), ovvero richiamare l’attenzione dei ragazzini e dei giovani su altri aspetti della vita e della storia cittadina, su altre manifestazioni. Ci sono, crediamo noi, ben altre “radici”, ben altre “identità” da valorizzare nella realtà imolese, per non rischiare la monocultura arroccata sull’impianto dell’“Enzo e Dino Ferrari”.

(Cittadini per un Autodromodiverso)