Spett.redazione,
i cambiamenti della sanità romagnola vanno avanti.  In un paese in crisi economica profonda, la spending review del governo Monti (2012), determina un taglio dei fondi per la sanità. Le forze politiche ora al governo non ridiscutono le scelte fatte dal governo tecnico.  
E’ stata promulgata la legge regionale relativa al progetto di Azienda unica (19/11/2013), la giunta regionale ha nominato il nuovo direttore  generale  (23/12/2013),  ed è nata la Azienda unica della Romagna (1/1/2014). Ha preso forma un progetto che racchiude in  una unica azienda una popolazione di circa 1.150.000 persone appartenenti a tre diverse provincie (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini). Si tratta di una superficie di 5000 km quadrati con oltre 70 comuni di cui 4 con una popolazione di oltre 90.000 abitanti (Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena). Per quanto riguarda la provincia di Ravenna, il primo atto previsto è la riorganizzazione ospedaliera con il taglio di 170 posti letto pubblici, di cui 51 nel presidio ospedaliero di Faenza.     

Riteniamo che la riorganizzazione dei servizi in un territorio così ampio possa comportare disagi enormi, specie per i cittadini residenti nelle aree periferiche. In un futuro prossimo, inoltre, la Romagna potrebbe non essere omogenea dal punto di vista politico-amministrativo e questo diverrebbe causa di gravi difficoltà gestionali. Si progetta inoltre di spostare nel territorio tutta la gestione della patologia cronica. A fronteggiare il carico enorme di lavoro sul territorio restano lo stesso numero di medici di famiglia coadiuvato da un esiguo numero di infermieri. Riteniamo che sia un progetto debole e che comunque dovrebbe essere sperimentato e verificato prima del taglio dei posti letto ospedalieri.
A seguito di questi cambiamenti una parte dei cittadini cercherà risposte nella “sanità privata convenzionata e non”, mentre le fasce più deboli potrebbero essere costrette a rinunciare alle cure.

A novembre il Comitato sanità pubblica romagnola ha iniziato una raccolta firme nel territorio della Romagna faentina. Si chiede di sospendere le ipotesi di riorganizzazione della rete ospedaliera nella provincia di Ravenna e di mantenere nel progetto di Azienda unica della Romagna  servizi di prossimità.
Sono state già raccolte oltre 3000 adesioni, e la campagna continuerà fino al 20 febbraio. I moduli di raccolta firme sono disponibili negli esercizi commerciali principali  e nelle farmacie dei comuni del distretto (Brisighella, Castel Bolognese, Casola Valsenio, Riolo Terme, Solarolo) ed anche nei comuni di Marradi, Modigliana, Palazzuolo, Tredozio e Fusignano. Per la città di Faenza i moduli sono disponibili nei centri commerciali: la Filanda, le Maioliche e le Cicogne, inoltre presso gli esercenti di corso Garibaldi e nelle farmacie.  
Chi desidera richiedere i moduli di adesione può rivolgersi all’indirizzo e mail comitatospr@libero.it o al numero di telefono 3246942658.

Concludiamo questo comunicato riportando dalla stampa locale la notizia relativa al premio di risultato di 20.000 euro liquidato a tutti i direttori generali di azienda sanitaria della regione. In un periodo di sacrifici, è con amarezza, non con rabbia, che prendiamo atto di questa notizia. E forse, diviene a volte  legittimo il  domandarsi sul senso di dignità e sullo spirito etico di alcuni responsabili della “cosa pubblica” in questo paese.   

(Alda Casamenti – portavoce comitato per la sanità pubblica romagnola)