Massa Lombarda (Ra). Ventiquattro donne, che da anni si riconoscono nei valori e negli scopi dell’Unione donne in Italia, hanno deciso di costituire formalmente l’associazione Udi di Massa Lombarda. Partendo da ciò che è sempre stato svolto in questi anni, mantenendo viva una presenza storicamente ben radicata sul nostro territorio, “questo atto fondativo non rappresenta una semplice formalità ma testimonia la volontà di proseguire nel cammino verso la libera ed autonoma affermazione di sé da parte delle donne in un rapporto di solidarietà capace di dare valore alla vita di tutte”.

Infatti, oltre alla tradizionale diffusione della mimosa l’8 marzo, le donne dell’Udi sono state presenti agli appuntamenti del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne, a quelli di One billion rising, hanno attivato iniziative di solidarietà con le donne modenesi colpite dal sisma del maggio 2012, partecipano attivamente al forum del volontariato massese, collaborano con la scuola, sviluppano laboratori con le donne migranti, organizzano mostre, spettacoli e tanto altro ancora.

Una presenza stabile sul territorio è un segnale della necessità di “non abbassare la guardia per contrastare e prevenire la violenza, per affermare diritti e valori, per promuovere pari opportunità, nel lavoro, nell’accesso alle cariche elettive, come previsto dalla Costituzione, e in ogni relazione sociale. Perché troppo spesso vengono rimessi in discussione diritti che pensavamo acquisiti per sempre”.

In questo momento, secondo le donne dell’Udi, la sfida arriva dalla Spagna. L'“antiproyecto de ley” del ministro della Giustizia spagnolo Gallardón, presentato il 20 dicembre 2013, intende cancellare il diritto di scelta all'interruzione volontaria di gravidanza riconosciuto alle donne spagnole dalla legge del 2010 introdotta dal governo Zapatero. “Si tratta di un chiaro tentativo di oppressione delle donne, di restaurazione del patriarcato; un attacco alla libertà delle donne e al loro diritto di cittadinanza, la cui primaria manifestazione è l’autodeterminazione nel diritto alla salute e nelle scelte riproduttive. Per questo le donne italiane e l’Udi dicono no al tentativo di limitare la libertà delle donne spagnole, il loro diritto all’autodeterminazione e la scelta di una maternità consapevole. A maggio, insieme ai sindaci, andremo a rieleggere anche i parlamentari europei, ai quali chiediamo fin d’ora una forte ed incisiva presa di posizione che garantisca alle donne il diritto di decidere sul proprio corpo”.