Spett. redazione,
Io c’ero quando in varie sedute della direzione comunale sono stati approvati il regolamento, la carta di intenti  e il codice di autoregolamentazione per le primarie per la selezione del candidato sindaco.
C’ero il 21 dicembre quando il Pd ha fatto la consultazione tra i componenti della direzione comunale e c’ero quando la segreteria ha fatto lo “scrutinio” dei voti e delle indicazioni emerse.
C’ero il 6 gennaio quando i tre candidati hanno consegnato le firme necessarie per la candidatura.
Non ci sono quando qualcuno del mio partito, insistentemente, vuole manipolare più che interpretare i dati. Quindi mi prendo la responsabilità di fornirne alcuni correndo il rischio, tutt’al più, di sbagliare di una o due unità. Dalla consultazione di sabato 21 dicembre sono emerse indicazioni utili sia sulle priorità da affrontare per la nostra città, sia sulle caratteristiche del futuro sindaco. Per quanto riguarda i possibili nomi sono state  segnalate oltre 15 persone, delle quali tre in modo particolare: Daniele Bassi 24 indicazioni, Carolina Ghiselli 14, Pier Giorgio Missiroli 13. Una minoranza ha ritenuto di non indicare nessuno.
Dopo di che è partita la manipolazione: per dimostrare che Bassi non aveva vinto e mettere in dubbio la sua legittimità a candidarsi alle primarie qualcuno ha sommato i voti di Ghiselli e Missiroli, poi gli stessi che hanno votato Cuperlo hanno chiamato in causa il 70% di coloro che hanno scelto Renzi alle primarie dell’8 dicembre per sostenere l’urgenza del cambiamento. Poi si è passata a qualche giornale compiacente una velina coi dati volutamente errati sulle firme raccolte dai tre candidati. A costo di annoiare li ripeto: Bassi ha raccolto 334 firme, di cui 60 di iscritti, Missiroli, 215 di cui 66 iscritti, Senatore 99 di cui 32 iscritti.
Tutte  queste precisazioni non sarebbero necessarie se ad ogni passaggio decisionale interno al Pd avesse fatto seguito una informazione trasparente agli iscritti e ai cittadini. Ma tant’è.
Ora tra le molteplici regole approvate non c’è quella di fornire informazioni corrette, perciò ogni candidato è libero di fare propaganda come meglio ritiene, ma se la propaganda si basa su premesse fasulle, io mi preoccupo. Mi preoccupo quando nel suo volantino il candidato Missiroli cerca di annettersi anche le preferenze di chi, nella consultazione interna, non ne ha espresso alcuna, o se la richiesta di innovazione espressa col voto a Renzi viene fatta coincidere in automatico con la sua persona.
Ogni elettore è libero di trarre le proprie conseguenze.
(Mirella Dalfiume)