Imola. Altro che “Imola più verde”, andate a vedere il monte Castellaccio all’interno del Parco Acque minerali e capirete il senso delle critiche che Wwf, Legambiente, Comitato “Salviamo il paesaggio” rivolgono all’Amministrazione comunale della città. “Mentre il sindaco conia degli slogan il Parco Acque Minerali sta lentamente
morendo nell’indifferenza dell’Amministrazione, di gran parte dei partiti e di tanti cittadini. Da diversi mesi una serie di frane stanno sconvolgendo il Monte Castellaccio e gran parte dell’area è soggetta ad un degrado inarrestabile e, se non si interverrà in fretta, i danni saranno molto probabilmente ingenti ed irreparabili (e stiamo parlando di un luogo di enorme importanza locale dal punto di vista storico, geologico, antropologico, paesaggistico e naturalistico)”, tuonano gli ambientalisti.

Lo slogan lanciato dal sindaco Daniele Manca per annunciare lo stop all’edificazione nell’area verde di via Kolbe è paragonato “all giornate di rumore all’autodromo. Dopo averle cresciute a dismisura si riducono un po’ annunciando a gran voce il meno rumore. “Imola più verde” arriva dopo aver permesso con una Variante al Prg l’edificazione in tre aree verdi della città e aver fatto marcia indietro su una di esse (via Kolbe) solo di fronte alla protesta dei cittadini. Più verde perché di tre aree solo due saranno cementificate e perché, altro grande annuncio, sarà lanciato uno studio ‘per definire un progetto di riqualificazione dell’asse fluviale del Santerno, dal parco delle Acque Minerali a San Prospero, che consentirà di rendere fruibile ai cittadini l’intera area, con interventi per il benessere di tutte le fasce d’età”.

Ma per Wwf, Legambiente, Comitato “Salviamo il paesaggio” ci sono due “peccato”. “Peccato che di studi e progetti sul Lungofiume ne siano già stati fatti altri ma poi mai realizzati. Peccato che mentre si studia come (non) riqualificare il lungofiume, il Parco Acque minerali sta morendo”.

Inutili, fino ad ora, le richieste di diversi iscritti alle associazioni: “Qualcuno di noi ha interpellato inutilmente nei mesi scorsi, tramite mail all’Informacittadino, prima il sindaco poi il neo assessore Davide Tronconi. Nessuna risposta. Sembra che ciò che sta succedendo al parco storico della città non riguardi nessuno e su di esso sia caduto una specie di oblio, guai a parlarne, lasciamolo a se stesso e così sia. Nel futuro i cittadini potranno fare ciò che facevano alle Acque nel ‘nuovo’ parco Lungofiume. In comune avranno solo una cosa: il rumore causato dall’autodromo che non abbandonerà neppure il nuovo Parco”.

Così per la terza volta “nei giorni scorsi abbiamo interpellato l’Amministrazione comunale, nella persona dell’assessore Tronconi, per sapere se è al corrente della situazione del Parco Acque Minerali dove una frana nei mesi scorsi ha praticamente interrotto in più parti il sentiero che collegava la zona ex Bambinopoli con la cima del Castellaccio. E molte altre parti del versante sono sul punto di franare. Inoltre da tempo sono chiusi per inagibilità tutti i sentieri che permettevano di raggiungere la cima del Castellaccio. Di conseguenza, ingenuamente, gli chiediamo se è previsto un intervento di ripristino dei passaggi interrotti, di messa in sicurezza del pendio, di ripristino di tutti i sentieri di accesso al monte e, più in generale, di manutenzione straordinaria del Parco. E, viste le scarsità di risorse che continuamente i ‘nostri’ amministratori ci ricordano, chiediamo se non ritenga opportuno, invece di spendere denaro per un ennesimo studio, che non potrà diventare realtà in tempo brevi proprio per la scarsità di risorse, utilizzare questi soldi per avviare i necessari e non più derogabili lavori di manutenzione del Parco”.