Imola. Sono andato ad assistere ai lavori della commissione un po' per dovere (questo breve resoconto), un po' per spirito di parte (tutto ciò che inquina, disturba e provoca perdite di denaro secondo me andrebbe rivisto) e un po' per curiosità (ma chissà…): quando me ne sono andato avevo un solo pensiero in mente e in poche parole ripeteva “MA NON E' UNA COSA SERIA”.

Tuttavia, voi capaci di discernimento e di spirito critico, non prestate attenzione alle mie parole, decisamente di parte: durante la seduta della commissione, alla quale hanno partecipato alcune delle massime Autorità amministrative della nostra città oltre ad autorevoli esponenti di istituzioni votate alla tutela della salute pubblica, si è svolto “TUTTO PER BENE”. Ed io ne sono testimone. Una lunga esposizione di metodologia di rilevazione, di applicazione di sistemi e di mezzi ha anticipato una vistosa carrellata di dati circa le rilevazioni effettuate da tecnici di Arpa: problematiche circa le difficoltà delle corrette rilevazioni, fattori “inquinanti” di cui occorre tener debito conto e tenace puntualizzazione dei sistemi e dei mezzi tecnici utilizzati. Insomma, “TUTTO PER BENE”.

Alla fine di tutto questo sciorinare di dati e tecnologie, abbiamo appreso che le preoccupazioni dei genitori e dei cittadini circa la possibilità di convivenza tra una scuola e la pista per auto da competizione sono del tutto infondate e tutto viene certificato al massimo livello. “CIASCUNO A SUO MODO” tra i “tecnici” chiamati ad erudirci, ha puntualizzato che la legge è stata ed è tuttora rispettata e che non esiste dubbio o preoccupazione circa la salute e la possibilità di corretto apprendimento da parte dei ragazzi presenti nelle aule mentre fuori scorazzano bolidi a duecento all'ora. Mentre ascoltavo ripensavo a quell'insegnante, ora in pensione, che ha partecipato all'incontro presso la sala dello Zoo Acquario indetta dai “Cittadini per un Autodromodiverso”, che ha dichiarato senza l'uso dimezzi termini la sua impossibilità nel tenere correttamente le lezioni all'interno della scuola di Montebello durante le manifestazioni sportive, o a quell'insegnante, anch'esso in pensione, che sosteneva di non riuscire a comprendere le risposte dei ragazzi durante una sessione di esame nel polo scientifico di Imola, o di quel preside di scuola superiore che mi ha riferito a quattr'occhi circa la situazione insostenibile all'interno della sua scuola: che si comprino lo strumento adatto, imparino ad usarlo e rivedano le loro posizioni che non sono certo coincidenti con quelle dei massimi esperti della nostra città. COSÌ È (SE VI PARE) cari amici miei: via a testa bassa ed in silenzio.

Alcuni esponenti delle opposizioni, consiglieri comunali presenti, hanno cercato di portare avanti “LA RAGIONE DEGLI ALTRI”, ma non vi sono riusciti degnamente e non sono apparsi all'altezza della grave situazione. Alcuni hanno avanzato timidi dubbi e rinverdito antiche posizioni (si erano con cura recisi molto corte le unghie i loro graffi non hanno lasciato segno), altri hanno esposto lunghe sequenze di persone che percepiscono lauti stipendi legati all'amministrazione dell'autodromo (forse non hanno centrato bene il problema del giorno) ed altri ancora hanno apertamente denunciato il sospetto che i dati presentati siano, come dire, un po' insinceri (ma come mi escono bene oggi le parole!), senza minimamente rendersi conto che in tale modo offendevano i tecnici presenti  che, in seguito, li hanno giustamente ripresi, usando termini come “offesa” o “reato”.

E hanno ragione! Cari consiglieri di opposizione, qui i parametri fissati per legge sono gli equivalenti di quelli per l'acqua potabile: viene fissata la soglia del 3 per mille per la potabilità e quando tale soglia inizia ad essere superata da numerosi acquedotti causa la valanga di mondezza, escrementi, veleni e fertilizzanti che tutti i santi giorni tutti noi depositiamo in silenzio sul terreno davanti casa nostra, la soglia viene elevata al 4 per mille (poi gli estensori si pentono subito perché se avessero alzato subito al 5 avrebbero avuto almeno due anni di tranquillità). Quando il dr. Peroni (Area igiene e sanità pubblica) afferma che il livello consigliato dall'Oms è di 35 decibel, ma che per consuetudine si considera accettabile la soglia dei 50 e che quindi i 47 sono considerati nella norma, non imbroglia o dice parole al vento, si recinta con cura dentro la legge e all'interno di valutazioni e regolamenti consolidati.

Voi mi fate osservare che tale soglia è stata calcolata per evitare che gli aeroporti chiudano, che i treni smettano di circolare, che autoambulanze ed auto della polizia e carabinieri debbano circolare a sirene spente in casi di emergenza? Ma la legge assimila a tutto ciò anche agli autodromi e quindi ripeto: via a testa bassa e in silenzio. Che gli sportivi svizzeri vengano qui a correre (e a pagare) perché da loro inquinano l'ambiente e gli hanno dato l'aut-aut poco importa: la legge è legge! Poi, pazienti lettori (siete perdonati perché non sapete quello che fate… mi sembra sia già stato detto) i tecnici si basano su di una scienza che si chiama statistica e tale scienza non riesce a fare a meno delle medie: così, se tu bevi cinque bottiglie di vino rosso al giorno ed io nessuna, la media è di due bottiglie e mezzo a testa e se la soglia di pericolo viene fissata per legge a livello 3 bottiglie giornaliere, entrambi stiamo bene.

Cosa volete che importi al dr. Peroni dei picchi di rumore a 92 decibel registrati: l'auto transita davanti alla scuola tanto veloce che impiega pochi secondi a scomparire dietro l'angolo (diciamo 5 secondi) e prima che l'altra auto transiti davanti alla scuola trascorrono almeno venti secondi e così via. Due auto in un minuto: dieci secondi di rumore e quaranta di silenzio e vi lamentate. Peccato che se durante i cinque secondi di frastuono assordante la maestra afferma che Napoleone è morto a Sant'Elena, i ragazzi, che non riescono a sentire, rimangano convinti del suo futuro ritorno sui campi di battaglia, ma queste sono favole…scritte da “L'IMBECILLE” che sarei poi io.

“IL PIACERE DELL'ONESTÀ” si appanna un poco quando, per rendere con cura la dimensione del rumore viene fatto l'esempio del chiasso prodotto da una scolaresca durante l'ora di mensa: alcuni genitori, a questo punto infrangendo le regole previste durante le sedute della commissione intervengono con urla del tipo “vergogna” e “sono i ragazzi che disturbano l'autodromo” e vari altri schiamazzi. Subito giustamente ripresi dal presidente, vengono messi a tacere. Ovviamente, se la stessa maestra di prima, resasi conto dell'inesattezza della nozione presente nella mente dei ragazzi circa la morte di Napoleone, durante l'ora di mensa, urlando a squarciagola, corregge l'informazione e riassicura tutti della certa morte del gran condottiero francese, nelle menti dei ragazzi appare il nome e la forma dell'ultima merendina sfornata (Napoleonica), sosta rifocillante e rinfrancante dell'Imperatore francese di 200 anni fa.

Ma questo è “IL GIOCO DELLE PARTI”, dove “CIASCUNO A SUO MODO” cerca di tenere in debito conto “LA RAGIONE DEGLI ALTRI”, poi che vi riesca o meno è tutta un'altra faccenda.
Durante tutta la mattinata, un imperturbabile sorriso è stato presente sul volto del capogruppo Tarozzi (come parla bene e come mostra continuamente entrambe i palmi delle mani molto bianche e pulite), mentre l'assessore Tronconi ha decisamente cessato di assentire ad ogni affermazione (qualcuno deve avergli fatto notare l'inopportunità) e il dr. Mirri (settore sport) andava e veniva in preda ad una frenesia non trascurabile: un fatto di coscienza! Lo escludo, di certo altri pressanti impegni.

Si cerca di scrivere parole con un sapore leggermente faceto, per fare sorridere un po', come d'uso quando ad un amico al quale è capitata una disgrazia è d'uso battergli la mano sulla spalla, ma il problema è serio e la fine non è ancora stata fissata: ora faranno misurazioni dentro altre scuole situate ai bordi di altre strade, strade sulle quali noi tutti transitiamo forse più di una volta al giorno e ci diranno che i dati non sono poi tanto dissimili e avranno ragione loro. Verranno con altri dati, cifre a profusione e tecnici in giacca e cravatta e avranno ragione loro. Noi siamo tutti (alcuni se ne rendono conto altri no), come “L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA”:  l'impietosa mietitrice ci ha sistemato sotto il baffo sinistro un bel tubercolo bluastro e ripasserà a riscuotere tra qualche tempo. Incuranti o ignoranti per quanto attorno a noi e per nostra colpa per quanto riguarda inquinamento acustico, ambientale ecc., ecc. stiamo rovinando qualcosa che non ci appartiene e che finirà per determinare la nostra estinzione. Tanto vale chi i nostri figli inizino ad abituarsi fin da giovani e a conservare dubbi circa Napoleone. C'è chi scrive già di date e di cause precise, ma non tengono certo conto de “LA RAGIONE DEGLI ALTRI”.

Quando è stato invitato ad intervenire il presidente di Formula Imola, Umberto Selvatico Estense, residuale di sangue molto blu, un uomo che ha interessi in molte testate di giornali sportivi (motoristici), che viene additato dall'assessore Cantelli come un grand'uomo che “ha rimesso un sacco di soldi nella gestione dell'autodromo”, che detiene più di un conto in quella terra Lussemburghese (definita fuori-spiaggia – io preferisco parlare italiano) e strettamente imparentato con quella famiglia che ha chiuso in quattro e quattr'otto lo stabilimento dell'antica Omsa in quel di Faenza per andare a produrre all'estero in modo da guadagnare di più, ho detto basta, mi sono alzato, ho indossato il cappotto e me ne sono andato.

Chiedo scusa ai lettori se non posso quindi riportare le sue parole, neppure a sunto, ma non temete, tutte rose e fiori, importanza della pista per Imola e grandi glorie del passato oltre (immancabile) ad un sicuro e ricco futuro per l'autodromo e per la città. Mentre discendevo le scale, mi sentivo esattamente come “L'IMBECILLE” e mi ripetevo “Ma che ci sono venuto a fare?”, avrei potuto scrivere lo stesso pezzo ieri sera grazie alle mie doti di preveggenza e sono venuto qua ad annoiarmi e a soffrire. Proprio perché avevo promesso il pezzo a … ma prima o poi dovremo parlare di questi incarichi.

(Mauro Magnani)

NB: Le scritte riportate in maiuscolo sono i titoli di altrettante commedie di Luigi Pirandello che ho avuto occasione di leggere quando avevo vent'anni. E' possibile che io non abbia compreso i significati dei dialoghi e delle scene ma non è possibile che il grande commediografo siciliano abbia commesso un errore tanto grossolano da chiamarle commedie: sono tragedie!