Imola. E' da tempo che la Fornace Viva sta ribollendo, anzi brontolando a più riprese con gli alleati del Pd. Le ultime lamentele riguardano i servizi sociali sui quali, secondo i sostenitori della Fornace (fra i quali molti ciellini) bisogna fare di più e presto. Ovvero, cambiare marcia, ma intanto l'assemblea dei sindaci ha confermato il cda a tre con Gigliola Poli presidente e Vittorio Feliciani come vice. Cosa cerca dunque la Fornace? Forse entrare all'Asp non essendo riuscita finora a fare la stessa cosa all'Ausl. Se non il presidente, la Fornace reclamerebbe almeno un avvicendamento nel ruolo del direttore con un nome già pronto in tasca: quello di Giampiero Gelindi. Ma i maggiorenti del Pd sembra non intendano accontentarli perché Fornace Viva rappresenta poco più del 4% del Comune di Imola che ha il 54% delle quote dell'Asp. Troppo poco. Un ragionamento secco sui numeri, ma che ha una sua valenza. L'ebollizione, quindi, continuerà la sua evoluzione.

(m.m.)