Il nostro Primo Ministro, Letta Enrico, ha partecipato alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici, mentre alcuni dei più importanti nostri partner europei hanno declinato l'invito in segno di protesta contro alcune prese di posizioni del primo ministro russo circa le libertà sessuali ed individuali. Dando prova di grande dignità ha affermato che è così che si fa se si intende dimostrare che è con l'esempio e la partecipazione che si dimostra la contrarietà al sistema o all'idea (lungi da lui l'idea che il signor Putin potrebbe chiudere un poco i rubinetti del gas e d'altra parte anch'io esco tutte le sere in compagnia di scellerati, pregiudicati e delinquenti, ci abbracciamo quando ci salutiamo e ci diamo appuntamento per la sera dopo: è così che si dimostra la nostra diversità!)

In un campus di un paese arabo riservato alle donne, una ragazza viene colpita da attacco cardiaco, vengono chiamati soccorsi medici che arrivano prontamente, ma sono medici (il sostantivo è al maschile) e non vengono lasciati entrare all'interno del campus: durante il soccorso all'infartuata avrebbero potuto sbirciare qualche altra ragazza magari in calzamaglia o addirittura in maglietta aderente e a braccia scoperte, i maialoni, e durante la visita avrebbero anche potuto palpare il seno alla ragazza in pericolo di vita. Per crudeltà dell'uomo e della vita, la ragazza è morta.

L'Onu redarguisce il Vaticano per non aver contrastato con l'opportuna severità le pratiche pedo-pornografiche di appartenenti al clero: si parla di oltre diecimila casi accertati nel mondo di uomini religiosi che anno avuto contatti sessuali con minori e di una linea troppo morbida del Vaticano in troppi casi. La Santa Sede risponde “Siete succubi di propaganda gay!”. Mi ero sempre chiesto la ragione per cui molti fabbricati di proprietà di enti religiosi fossero racchiusi dentro mura altissime e perchè tanta fosse la dedizione della Chiesa verso l'educazione dei nostri ragazzi. Ora so perchè: mai visto un prete con i baffi!
Mi propongo di rivedere la qualità della mia persona ed il giudizio che di essa ho sempre dato.

(Mauro Magnani)