Bologna. La storia di un anno fuori rosa. A raccontarcela Paolo Soglia, giornalista bolognese, che ha presieduto per anni una cooperativa d’informazione e diretto l’emittente Città del Capo Radio Metropolitana.
“Fuori Rosa, diario di un anno a bordo campo” (edizioni Pendragon) è il suo primo romanzo, per tanti versi autobiografico, che verrà presentato mercoledì 12 febbraio, ore 18, nella libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana. Sarà presente, accanto all’autore, Giovanni Egidio, caporedattore di Repubblica Bologna.

Nel mondo del calcio per “fuori rosa” si intende il giocatore che per motivi contrattuali, caratteriali o di rendimento non fa più parte del gruppo. È regolarmente pagato, ma si allena a parte. E’ escluso dalla vita della squadra e sa che non verrà mai convocato, neanche se mancano undici titolari. Anche nella vita quotidiana può capitare però di finire “fuori rosa”.  Come accade al protagonista di questo diario, un personaggio che era sempre stato tra i titolari e a un certo punto si ritrova a bordo campo. Abituato a essere al centro, dopato dallo stress della responsabilità, a poco a poco si svuota: sul lavoro e fuori, nei piccoli riti quotidiani, nei rapporti coi colleghi, nel fluire della propria giornata piena solo di pagine bianche. Fino a scoprire, magari suo malgrado, che l’assenza di responsabilità gli procura crisi d’astinenza ma gli regala anche nuovi spazi di libertà.

“Fuori rosa”  è la disordinatissima sequenza di esperienze che il protagonista si inventa per tirare avanti alla ricerca di qualcosa che gli dia un senso per affrontare la giornata. Emergono cose sepolte e dimenticate. Rivive come in una seduta psicanalitica esperienze del proprio passato: ritorna su antichi campi di battaglia, vola ai tropici, si rimette a guardare le donne e ad ascoltare chi gli sta intorno. Colleziona storie e scopre nuovi personaggi.
Una ricerca che tuttavia ha un rischio: quello di ritrovarsi alla fine della giostra sempre alla casella di partenza.

Soglia attualmente si occupa di editoria ed economia dei media e collabora con varie testate sia sul piano locale che nazionale. È autore di uno dei primi libri-inchiesta sul precariato:  A caccia di orologi (Pendragon, 1998), in cui racconta le storie e le peripezie di 17 giovani, allora definiti “atipici”, alle prese con le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Assieme a Lorenzo Berardi e Silvestro Ramunno ha scritto il saggio  Con una certa frequenza – 30 anni di radio a Bologna  (Yema edizioni, 2008). “Fuori rosa” è il suo primo romanzo.