Una macchina da guerra contro una donna sola.

Difficile non esserne turbati.

La volgarità sessista è solo un’aggravante.

Di cui, a difesa dell’onorabilità degli utenti del sito, M5S rigetta sdegnato la responsabilità.

Fa bene, abbiamo pensato tutti che gli ignobili insulti rivolti all’on. Boldrini fossero opera di infiltrati PD.

La solidarietà di alcuni è pelosa.

Si conclude con “la Boldrini però…”.

E’ lei, la puttana, che li ha provocati, non doveva vestirsi così, gridano le mamme dei bravi ragazzi ai processi per stupro.

L’aggressore prende sempre a pretesto una provocazione.

Il lupo di Esopo accusa l’agnello di intorbidirgli l’acqua, la Germania, nel ’39, occupa la Cecoslovacchia per reagire ai suoi “abusi” nei Sudeti.

Grillo è democratico e tollerante, per fortuna che c’è, come l’altro, che professa amore e sembra uscito dalle pagine del capolavoro di Orwell.

Boldrini, Napolitano, Bignardi, Augias, Fazio, semplici cronisti…

Non ci si limita a contestarne le opinioni, si schernisce la persona, la “donna senza dignità”, “il vecchio” che fa cose sgradite.

Non li vogliono garanti ma conniventi.

 

Le accuse alla Boldrini sono identiche a quelle rivolte a Grasso dai seguaci di Berlusconi.

O con me o contro di me è una prerogativa divina.

Gli uomini farebbero bene a coltivare il dubbio.

La critica all’eccesso di decretazione è corretta.

Il fatto è che, in un sistema bicamerale perfetto, senza un meccanismo che contenga i tempi della discussione, nessun provvedimento può essere adottato con la tempestività che una società complessa richiede.

E quella che è una possibilità, non la regola, di manifestare la propria contrarietà ricorrendo, come nel film di Frank Capra “Mister Smith goes to Washington”, all’ostruzionismo, finirebbe per impedire alla maggioranza di governare.

Che è un’esigenza non seconda al rispetto dei diritti delle minoranze.

No, non penso, come equivoca un lettore, che i 5stelle siano”sciacalli in un recinto di agnelli”.

La nascita di una forza critica è la reazione naturale al malgoverno.

Il guaio è che il movimento di Grillo è un male che si aggiunge a quello che già c’era e non un bene che lo cura.

I comportamenti dei grillini non sono “una cosa mai vista”.

Sono la mediocrissima eredità di 20 anni sciagurati, rozzi, cattivi.

Che non ci sia stata opposizione è un falso storico.

C’è stato di più, c’è stata contrapposizione e delegittimazione reciproca.

 

Una guerra di trincea fra anticomunismo e antiberlusconismo che ha assorbito ogni energia rendendo sterile l’azione di governo.

La seconda repubblica è iniziata coi nodi scorsoi in parlamento e finisce con gli assalti, in un crescendo che ha visto contestata la legittimità del governo Prodi, gli insulti ai Senatori a vita, i dossier del fango, la compravendita di parlamentari.

Non proprio una storia d’amore.

L’intesa fra opposti è di 3 anni fa, nasce con Monti, forse è sbagliata, ma è il filo d’erba cui si aggrappa il Paese per non finire nel baratro.

Il resto sono ciance strumentali su cui costruire il mito fondativo di una forza priva di cultura identitaria.

Fece  così anche la Lega, per esaltare la propria funzione.

Quando ancora non erano in commercio mutande verdi.

E per prendere una laurea occorreva studiare.

Non è di opposizione che c’è bisogno ma di buon governo.

Di fanatismi, di insulti, da qualsiasi parte vengano, l’Italia muore.

Serviva qualcosa che unisse, una forza radicale ma liberale, non un movimento che, accampando una superiorità etica, nega a chi è diverso la dignità.

Otto milioni di voti usati come baionette.

E gli altri 20 milioni di italiani?

Che non sono cittadini, che lo diventano solo se votano Grillo.

Che non hanno diritto di esprimere una rappresentanza perché tutti quelli che eleggono, vecchi e ragazzi, sono una cosa sporca.

Qualche buona lettura potrebbe servire.

Consiglio, per cominciare, il Trattato sulla tolleranza di Voltaire, 1763.

 

(guido tampieri)