Spett. redazione,

ho letto con piacere ed interesse il Vs. intervento in oggetto e desidero aggiungere alcuni particolari, magari già a Vs. conoscenza, ma non si sa mai…

Come sapete, il parco delle Acque è fruito anche d’inverno, spesso da persone anziane, con necessità varie (io ho 68 anni ma da quel punto di vista non ho ancora tali problemi). Queste persone, e peggio quelle in carrozzella, dallo scorso 7 gennaio non possono fruire dei bagni pubblici, dato che, su 4 esistenti, 3 sono chiusi da mesi, e l’unico che era rimasto aperto, posto a fianco dell’entrata al parco di via Kennedy, è stato chiuso a chiave nella mattinata del 7 gennaio 2014.

La stessa cosa era avvenuta nel 2013, ma attraverso “amici degli amici” o “compagni dei compagni” che dir si voglia, ero riuscito a farlo riaprire in pochissimi giorni. Quest’anno ho seguito la “via maestra” ed in data 9 gennaio ho inviato una e-mail a “urp informacittadino”. Immediata la risposta: “Si rivolga a Beni Comuni Srl, alla quale abbiamo girato la sua e-mail!”. I giorni sono passati ma Beni Comuni non ha risposto.

Il 16 mattina ho perciò telefonato a tale “Azienda” (??) e mi è stato risposto che: la mia e-mail era stata ricevuta ma non era stato ritenuto opportuno rispondere. Beni Comuni non era “parte in causa” ed ancor meno aveva responsabilità dato che “Il Parco deve essere mantenuto da quello che ha in gestione la pista da ballo”.

Sbalordito e incredulo, ho quindi inviato immediatamente una e-mail alla segretaria dell’assessore Tronconi, Sig.ra Roveroni, che ovviamente non ha risposto. Le ho telefonato alcuni giorni dopo ed ho avuto la conferma che la e-mail, l’aveva ricevuta, ma non mi aveva risposto non sapendo cosa dirmi (!!!???). Lei (segretaria) e Tronconi (assessore), non erano nelle loro rispettive posizioni al momento in cui il Comune stipulò la convenzione. (?).

Ovviamente, dopo avermi promesso che avrebbe sviscerato l’argomento, si è ben guardata dall’inviare una risposta. Dalle telefonate intercorse e dalle parole ascoltate credo di aver compreso che il Comune di Imola, firmando la convenzione con il “tale” che gestisce la balera, si sia liberato da ogni impegno di manutenzione del Parco stesso e che tale onere faccia parte dei costi indiretti che il “tale” deve sopportare.

E’ ovvio che non facendo manutenzione, né tantomeno alcuna pulizia del terreno o ancor meno manutenzione alle piante, tale onere si è decisamente alleggerito. Il Comune da parte sua fa finta di non vedere, né di conoscere la reale situazione, l’assessore non risponde. In sostanza tutto tace.

Ho iniziato a tentare di venire in possesso del contratto fra Comune e il “tale”, ma al momento il risultato è uguale a 0: chi sarà il “tale”? Che rapporti avrà con chi può?

Per quanto riguarda il nuovo progetto del parco “fluviale” fino a San Prospero, forse sarebbe bene iniziare a guardare un momento la situazione nell’area già fruibile (dalla Tosa al ponte di Viale Dante) perché vi potrebbe essere un “problemino”:  In sostanza la gran parte di tale area è “offlimit” ai cittadini per i mesi di luglio ed agosto a causa della Festa lungofiume (possiamo chiamarla Festa dell’Unità come un tempo o comunque festa del Pd), e non sono così convinto che tutto ciò sia giusto. Forse Arpa regionale (che non lo farà mai) o la Ausl (che pure non lo farà mai)  dovrebbero approfondire la situazione degli scarichi di ristoranti bar e quant’altro perché dalle foto che ho effettuato l’anno passato, prima dell’apertura e dopo la chiusura, mi sono rimasti dubbi sulla correttezza e legittimità di una marea di scarichi, pozzetti ecc. Dato però che non capisco nulla di tali cose potrei anche aver preso un granchio!

 (Cesare Bovesi)