Imola. “Se si svolge una campagna di misurazioni acustiche per verificare se un autodromo che passa a  60 metri da una scuola elementare può interferire con l’attività didattica, fino ad ipotizzare danni alla salute, è opportuno misurare durante le giornate più rumorose o durante quelle dove in pista circolano auto stradali?”, la domanda, retorica, la pone il Comitato Vivere Montebello che chiede ad Ausl, Arpa e Comune di Imola di spiegare il perchè della scelta di agire diversamente durante le misurazioni effettuate nella scuola di Montebello, i cui dati sono stati presentati lo scorso 5 febbraio nel corso di una commissione Autodromo.

La campagna di misurazione è stata effettuata dal 20 al 29 settembre 2013. L’area esterna dove i bambini trascorrono l’intervallo è stata oggetto di indagine dal 20 al 24 settembre. Durante questo periodo si sono svolte competizioni di auto stradali (quelle che, teoricamente, utilizziamo tutti i giorni). I risultati evidenziano che il rumore è elevato, ma, opinione condivisa, non elevatissimo.

“Ma dove sono finiti i rilievi del 28 e 29 settembre – si chiedono le persone del comitato – quando, al contrario, in pista gareggiavano le “Superstar series”? Non mezzi stradali, ma auto fatte apposta per andare in autodromo? Ebbene sappiamo che è difficle crederci ma durante tali giornate, ragionevolmente più rappresentative della realtà dei fatti, i rilievo in esterno non sono stati eseguiti. O almeno non sono stati presentati. Com’è possibile condurre una indagine sulla rumorosità che l’autodromo produce e immette nella scuola e scegliere le giornate  relativamente meno rumorose?”

Tuttavia nelle pieghe della relazione presentata qualcosa di più c’è: “A ben guardare però quei dati, non così in evidenza, li ritroviamo alle pag. 16 e 17 della relazione e ci danno conto della rumorosità all’interno della classe: ma solo a finestre chiuse. Possiamo, però  sapere che il 21 settembre, dalle 9.30 alle 10.30, (Porsche stradali in pista) all’esterno della scuola vi erano 61,8 decibel e, all’interno della classe, a finestre aperte, 58 decibel (mica pochi se stiamo alla lettera che a suo tempo scrisse l’Ausl). Il 29 settembre non è dato sapere che rumorosità si potesse misurare scientificamente nel parco della scuola, ma sappiamo che all’interno della classe, alla stessa ora, si sono misurati, a finestre sigillate, 49 decibel (pure questi mica pochi per una lezione scolastica). Ma il dato più interessante è che, anche qui scientificamente con un piccolo sforzo matematico e una calcolatrice, se si analizzano i valori misurati dal fonometro ‘Montebello’ si arriva alla conclusione che se si fossero lasciate le finestre aperte durante la misurazione del 29 settembre ragionevolmente si sarebbero misurati 66 decibel, un valore elevato, anche per un ambiente di lavoro. Se poi con un piccolo sforzo si va  a prendere il dato della giornata scolastica del 17 maggio 2013, prove Le Mans, momento in cui il fonometro ‘Montebello’ ha misurato circa 100 decibel, all’interno della classe si sarebbero ragionevolmente misurati livelli attorno ai 73 decibel ed all’esterno 77/80 decibel. Come argomentato in commissione questi sono livelli di rumorosità molto importanti”.

Difficile comprendere, se si ritiene che il rumore non sia eccessivo, perché le misurazioni non vengano svolte in maniera corrette una volta per tutte, così da mettere a fine a questo polemica. Ausl, Arpa e Comune, da una parte ammettono che c’è rumore, che dà fastidio, dall’altra si affannano a dimostrare che poi quel rumore non è tanto fastidioso. Sembra un gioco rischioso, a maggior ragione se in quegli ambiente studiano e vivono per larga parte della giornata dei bambini. Assumersi una responsabilità del genere non è cosa di poco conto.

“Chi ha svolto tali verifiche ha preso una decisione – continua il comitato -: ha misurato la rumorosità esterna durante le gare relativamente meno impattanti ed ha misurato quella in interno, a finestre sigillate, durante quelle più impattanti. Arpa, Ausl e Comune devono spiegarci il perché”.