La disputa circa droghe leggere si/droghe leggere no è destinata a riprendere voga e colore causa una sentenza della Corte Costituzionale che, dopo appena otto anni, decide che la legge Giovanardi/Fini presenta aspetti di incostituzionalità e che quindi va cancellata.

Iniziamo dal fattore tempo: dopo otto anni ci si accorge di un vizietto leggero leggero in una legge che ha causato l'incarcerazione per non pochi anni di circa venticinquemila persone. Qui non si sta discutendo se la legge fosse giusta o meno, nè se le pene previste fossero giuste od eque, ma si ritiene indispensabile riflettere sui tempi della decisione anche in base al fatto che, una volta esaminato il testo della legge, tutta l'assemblea della Corte Costituzionale ha votato in favore all'eliminazione della legge. Ora, se vi fosse stata discussione, divergenza di interpretazione, dispute di altissimo livello circa il testo o altro, potrebbe apparire verosimile il tempo del riflettere, del valutare, del richiedere e considerare precisazioni, consulenze, pareri di esperti. Invece no, dopo otto anni qualcuno ha ripreso fuori da un cassetto polveroso il fascicolo della legge, ne ha fatto un certo numero di copie, le ha distribuite una bella mattina a tutti i membri dell'Alta Corte, ha esposto con dovizia di particolari ed argomentazioni  all'attenta assemblea le motivazioni del suo incipit, ha esposto ai convitati, con valide argomentazioni, l'opportunità di una rilettura attenta del testo, ha ricordato loro la presenza dell'articolo 77 della nostra Costituzione e, tra sempre più visibili segni di assenso e sussurri di convincimento si è deciso di assumere la decisione del voto e si è votato all'unanimità la cancellazione della legge.

Sarebbe stato sufficiente, e forse sovrabbondante, il fatto che tale legge sia stata inserita all'interno di una serie di decreti riguardanti le olimpiadi invernali del 2006 per far sorgere qualche legittimo sospetto: se fate mente locale, quando vostro figlio presenta visibili tracce di cioccolato sulla maglietta e sui pantaloncini non è difficile ravvisare l'ipotesi che abbia messo le dita dentro il barattolo della Nutella!

Un'altra tempistica interessante, ma come ormai sapete io sono molto cattivo, è da ravvisare tra la minaccia del Consiglio d'Europa di multare in maniera pesante la nostra Italia circa la condizione delle nostre carceri e la decisione della Corte riguardo l'annullamento della Giovanardi/Fini: l'importo della contravvenzione potrebbe essere molto pesante in quanto qualcuno al di fuori di noi sta valutando se davvero si possa dire che la nostra Nazione presenta aspetti di civiltà o meno, se davvero possiamo vantarci di aver acquisito il concetto di “detenzione a scopo educativo e correzionale” o se riteniamo che chi ha commesso reati vada rinchiuso e si getti via la chiave. Considerato l'importo probabile dell'ammenda, l'impossibilità di tempi brevi circa l'accordo tra i nostri Parlamentari di chi rimettere in libertà e chi no, quello stesso di cui vi parlavo prima, quello che ha rimesso le mani nel cassetto polveroso, ha pensato bene di salvare capra e cavoli con una pensata di genio:  qui ci scappa una “multona” se non facciamo presto! E se cancellassimo quello straccio di legge che puzza anche da lontano (considerando anche il fatto che una bella fetta di mondo sta riconsiderando l'argomento) e dessimo una bella sforbiciata al fascicolo autorizzando le spese per le olimpiadi invernali (Oddio, sono già Terminate! e chi ha vinto?) e scartando tutto il resto? Io non ero presente nelle stanze del “Palazzaccio” (così lo chiamano i Romani di oggi) ma sarei disponibile a scommettere e vincerei.

Secondo il mio personalissimo punto di vista, un argomento tanto importante e devastante come l'uso di droga, pesante o leggera, avrebbe meritato tempi e modalità leggermente diverse, sarebbe stato opportuno riflettere a fondo circa il perchè tanti di noi ricorrono frequentemente all'uso della droga per procurasi un po' di pace e di serenità, o un po' di sogni, impossibilitati a procurarseli con la realtà, o se davvero la “mariagiovanna” sia più pericolosa dell'alcool o del tabacco o se sia davvero proponibile che la detenzione di pochi grammi di “erba” debba rappresentare un serio reato punibile con anni di detenzione, o se l'effetto della legge di rinchiudere quasi 25.000 persone contro le sole 250 riconosciute come “boss” abbia sortito gli effetti desiderati ed auspicabili da una legge, ma con tutta evidenza appartengo ad una minoranza di illusi che ripongono ancora qualche speranza nel buon senso. Immediate le reazioni di chi afferma che si tratta di un regalo agli spacciatori, che le strade verranno intasate da venditori di bustine erbacee, mentre i dati parlano chiaro: nessun effetto dimensionante dopo l'introduzione della legge, anzi, aumento continuo dell'uso e quindi del commercio di droghe leggere, come a dire “se si pensava di aver messo un freno …”. L'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistato, afferma di non essere affatto pentito di aver firmato quella legge e di essere tuttora convinto che l'uso delle droghe faccia male: ancora una volta ha capito tutto!

(Mauro Magnani)